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martedì 6 Ottobre 2026

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Esteri

Trump minaccia Iran e USA: «Lasciate distruggere Los Angeles»

Trump minaccia Iran e Usa con dichiarazioni esplosive durante campagna elettorale.

Donald Trump, durante una sua apparizione in Nebraska, ha lanciato minacce esplosive contro l’Iran, dichiarando che le città statunitensi, come Los Angeles e San Diego, potrebbero essere distrutte se il Paese non fosse fermato. Le sue parole, che hanno suscitato reazioni scomposte da parte di autorità e cittadini, sono state spiegate dal direttore della comunicazione della Casa Bianca, Steven Cheung, come un tentativo di spaventare l’Iran per garantire la sicurezza nazionale. La campagna elettorale per le Midterm ha visto il presidente usare una retorica violenta, rivolta non solo contro un nemico esterno, ma anche contro le stesse città americane.

Minacce esplosive e reazioni immediate

Le dichiarazioni di Trump, che ha ripetuto più volte «Lasciate distruggere Los Angeles», sono state immediatamente condannate da leader locali come il governatore californiano Gavin Newsom, che lo ha definito «squilibrato». La reazione non si è limitata ai politici: anche il pubblico ha reagito con meme e barzellette, dimostrando l’incertezza e la preoccupazione per le parole del presidente. Cheung ha chiarito che Trump intendeva mettere in guardia l’Iran, ma le sue parole hanno suscitato tensioni interne e esterne.

La guerra continua, ma i costi aumentano

Nonostante le minacce, i negoziati tra le parti proseguono, con l’ONU che spera in un accordo. Tuttavia, i costi della guerra si fanno sentire: il prezzo del diesel è raddoppiato, e l’Europa ha visto un aumento del 140 per cento del gas. La presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, ha sottolineato l’impatto economico su tutti i Paesi. Mentre i soldati americani tornano a essere fucilati, come nel caso dell’ex maggiore Nidal Hasan, il conflitto si fa sempre più complesso e costoso.

Le minacce di Trump non sono solo un discorso, ma un segnale di tensione crescente. La base RAF di Fairford, da cui gli USA hanno ritirato i bombardieri, è ancora al centro di indagini su un presunto attentato pianificato dall’Iran. Secondo informazioni di intelligence, l’Iran avrebbe intenzione di attaccare con droni ispirati all’operazione Spiderweb, un attacco simile a quello contro le raffinerie russe. La situazione, sebbene complessa, mostra come i negoziati e le minacce si alternino, mantenendo un equilibrio fragile tra le parti in conflitto.

Nonostante le dichiarazioni esplosive, il presidente USA continua a sostenere la sua politica di difesa, anche se i costi economici e sociali si fanno sempre più pesanti. La guerra in Iran non è solo un problema esterno, ma un’incognita interna che potrebbe influenzare le elezioni e la stabilità del Paese. La retorica di Trump, sebbene spesso ridicolizzata, continua a influenzare la politica e le relazioni internazionali.

La dichiarazione di Trump ha riecheggiato quella dell’Iran, che ha ribadito la sua prontezza a reagire a qualsiasi passo falso da parte degli Stati Uniti. Il capo della Commissione per la sicurezza nazionale iraniana, Ebrahim Azizi, ha affermato che le forze armate sciite rimangono «pronte più che mai». Il portavoce iraniano, Reza Talaeinik, ha aggiunto che qualsiasi atto di aggressione sarà risposto con «sconfitte ancora più pesanti». Nonostante la tensione, i negoziati continuano, con l’auspicio che il Pakistan possa trovare un compromesso. La situazione rimane instabile, con la guerra in Iran che si fa sempre più un problema interno per gli Stati Uniti. Mentre Trump cerca di spaventare l’Iran, il Paese si prepara alle elezioni e affronta i costi economici del conflitto. La retorica del presidente, sebbene spesso ridicolizzata, continua a influenzare la politica e le relazioni internazionali, mantenendo un clima di tensione elevata.

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