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giovedì 8 Ottobre 2026

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Cronaca

Stasi, legali chiedono accertamenti sul dispenser del sapone

Legal di Stasi chiedono nuovi accertamenti sul dispenser del sapone per chiarire un elemento cruciale del processo.

La difesa di Alberto Stasi, condannato per l’omicidio di Chiara Poggi, ha sollecitato nuovi accertamenti sul dispenser del sapone liquido trovato nel bagno di casa Poggi, un elemento che ha giocato un ruolo cruciale nel processo. I legali, avvocati Bocellari e De Rensis, hanno depositato una memoria nell’agosto del 2025, all’interno delle migliaia di pagine relative alla chiusura delle indagini su Andrea Sempio, richiedendo specifici accertamenti su quel reperto. La richiesta nasce da una serie di dubbi e omissioni rilevati durante le indagini iniziali.

Impronte non completamente analizzate

Fino al 2017, la difesa di Stasi aveva creduto che sul dispenser del sapone fossero presenti solo due impronte digitali, entrambe attribuite a Stasi. Tuttavia, la relazione finale bio-dattiloscopica aveva indicato solo due impronte di Stasi, senza menzionare altre, nonostante fossero presenti. I legali sottolineano che, in quel momento, non erano disponibili le fotografie del reperto e non erano state elencate le altre impronte, portando a una mancata comprensione della situazione. La mancanza di dati ha portato a una interpretazione errata del dispenser.

Un grave indizio a carico di Stasi

La mancanza di informazioni complete ha portato a una interpretazione errata del dispenser, che è diventato un “grave indizio di colpevolezza” a carico di Stasi. Nel verdetto di condanna, si ipotizzava che Stasi avesse lavato il sangue di Chiara nel lavandino e avesse ripulito accuratamente il dispenser, lasciando le sue impronte. I legali sostengono che questa interpretazione è stata basata su una mancata analisi completa delle impronte presenti. La richiesta di accertamenti mira a chiarire se il dispenser fosse stato lavato da Stasi. La richiesta di accertamenti mira a chiarire se il dispenser fosse stato lavato da Stasi e a verificare la presenza di altre impronte, che potrebbero essere oggi analizzate. I legali sottolineano che l’analisi di Oscar Ghizzoni, consulente della difesa, aveva evidenziato la presenza di almeno nove contatti papillari, di cui solo due attribuiti a Stasi. La mancanza di dati completi ha portato a una interpretazione errata, che ha influenzato il processo.

La difesa chiede, quindi, di ripetere l’analisi delle impronte e di verificare se fosse stato effettivamente utilizzato il dispenser da Stasi. Questo studio potrebbe non solo escludere un grave indizio a suo carico, ma anche rivelare altre impronte che potrebbero essere attribuite a terzi, contribuendo a una maggiore chiarezza sul caso. I legali ritengono che questa richiesta sia fondamentale per una revisione del processo e per garantire una giustizia più completa. La richiesta di accertamenti potrebbe rivelare altre impronte utili per il processo.

  • Richiesta di accertamenti sul dispenser del sapone
  • Impronte non completamente analizzate
  • Manca la fotografia del reperto
  • Analisi di Ghizzoni ha evidenziato altre impronte

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