Tre comuni del Canal del Ferro, in provincia di Udine, rischiano di rimanere senza medico di base a partire dal 1° gennaio 2027, a causa del pensionamento dell’unica medica di base che attualmente si occupa dei pazienti di Moggio Udinese, Resia e Resiutta. La dottoressa Anna Spagna, che ha prestato servizio per anni in queste aree montane, si recherà in pensione il 31 dicembre 2026, lasciando i tre comuni senza un presidio sanitario essenziale. Per risolvere la situazione, le amministrazioni locali hanno deciso di mettere a disposizione alloggi gratuiti per dottori disposti a trasferirsi nella zona, in un tentativo di attrarre nuove figure professionali.
Un appello nazionale per trovare un medico di base
La sindaca di Resia, Anna Micelli, ha lanciato un appello su scala nazionale rivolto a dottori volenterosi e disposti a trasferirsi nella zona. In una dichiarazione, Micelli ha sottolineato come il mantenimento dei presidi sanitari fondamentali, come i medici di base, nelle comunità di montagna rappresenti una vocazione particolare, soprattutto in un’epoca in cui le strutture sanitarie tendono a concentrarsi nei grandi centri urbani. La figura del medico di base, inoltre, è vista come un punto di riferimento per la comunità, che permette alle persone di continuare a vivere in montagna.
La sindaca ha espresso preoccupazione per il rischio di restare senza servizio sanitario e ha chiesto interventi concreti da parte della Regione per migliorare l’attrattività lavorativa dell’area, con l’obiettivo di attrarre nuovi professionisti. Le tre amministrazioni locali hanno reso noto che offriranno gratuitamente alloggio e ambulatorio a un medico che si offra di raccogliere l’appello e trasferirsi in Canal del Ferro.
Un problema che riguarda l’intero sistema sanitario
La situazione dei tre comuni del Canal del Ferro riflette un problema più ampio: la fuga dei medici di base e la mancanza di attrattività lavorativa in aree remote. Secondo le dichiarazioni di Micelli, il sistema sanitario sta tendendo a concentrarsi sempre di più nei grandi centri urbani, a scapito delle comunità montane. Questo fenomeno ha conseguenze dirette sulla qualità della vita dei cittadini e sulla capacità delle aree rurali di mantenere un servizio sanitario di base.
La mancanza di medici di base non è solo un problema di accesso, ma anche di sicurezza e benessere. La popolazione, in particolare gli anziani, dipende fortemente dal medico di base per la gestione delle patologie croniche e per la prevenzione. Senza un servizio sanitario continuo, i comuni rischiano di diventare aree abbandonate, con conseguenze a lungo termine per la salute pubblica e per l’economia locale. La soluzione proposta dai comuni è un’offerta concreta per attrarre nuovi professionisti. L’iniziativa è parte di un tentativo di trovare una soluzione a lungo termine per garantire servizi sanitari essenziali a una popolazione che vive in un’area difficile da raggiungere. La mancanza di personale sanitario rappresenta un problema crescente in tutta Italia, ma in montagna il rischio è particolarmente elevato.
La fuga dei medici di base è un fenomeno che colpisce anche altre regioni. La situazione dei tre comuni del Canal del Ferro è simile a quella di altre aree montane, dove la scarsità di personale sanitario e la mancanza di attrattività lavorativa rendono difficile la permanenza dei professionisti. La sindaca Micelli ha sottolineato come la mancanza di medici di base non sia solo un problema di accesso, ma anche di sicurezza e benessere.



