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venerdì 9 Ottobre 2026

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Politica

Alberto Barachini: il sostegno pubblico all’editoria è un presidio democratico essenziale

L’editoria italiana deve trovare nuovi modelli economici e sostenere la qualità dei contenuti per rimanere competitiva.

Alberto Barachini, Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio con delega all’informazione e all’editoria, ha sottolineato che il vero elemento competitivo dell’editoria italiana sta nell’offrire contenuti distintivi e di qualità. L’editoria sta attraversando una trasformazione profonda, con un calo della diffusione della stampa tradizionale e un impatto significativo sui livelli occupazionali. Il settore, inoltre, deve affrontare le sfide dell’intelligenza artificiale e del mercato digitale, che stanno modificando le modalità di fruizione dei contenuti. Il sostegno pubblico all’informazione rappresenta un presidio democratico essenziale, in grado di tutelare il pluralismo e la libertà dell’informazione.

Il sostegno pubblico all’editoria: un valore democratico

Barachini ha sottolineato che il sostegno pubblico all’editoria non deve essere visto come un sostegno a una sola parte del settore, ma come un investimento nella democrazia. L’editoria italiana, in particolare, rischia di essere raccontata da grandi piattaforme e operatori internazionali, che perseguono interessi diversi da quelli dell’editoria tradizionale. Per questo motivo, è necessario preservare un’autonomia editoriale, affinché il Paese continui a essere raccontato secondo una prospettiva italiana. Il sostegno pubblico all’informazione rappresenta un presidio democratico, in grado di tutelare il pluralismo e la libertà dell’informazione.

Il mercato pubblicitario e quello editoriale si stanno progressivamente spostando verso nuove modalità di fruizione dei contenuti, con un impatto significativo sull’editoria tradizionale. Per questo motivo, il Governo cerca di contenere gli effetti della crisi, mantenendo le risorse pubbliche destinate al comparto e sostenendo l’intero sistema attraverso misure ad hoc. Il costo della carta rappresenta una delle principali criticità per gli editori, ma non è più l’ambito d’intervento principale. Il Governo ha confermato il contributo sul costo copia, un sostegno con cui riconosce agli editori una percentuale sulle copie distribuite e vendute, contribuendo così a ridurre i costi di produzione dei contenuti giornalistici.

La sfida dell’intelligenza artificiale e il diritto d’autore

Dopo l’AI Act e le nuove norme italiane, il settore deve affrontare la sfida dell’intelligenza artificiale, cercando di garantire innovazione senza penalizzare il lavoro editoriale e il diritto d’autore. Il Governo ha emanato una circolare che prevede, per la diffusione dei messaggi istituzionali, il ricorso a contenuti nei quali né gli attori, né le loro voci possono essere generati dall’intelligenza artificiale. L’uso dell’AI è consentito esclusivamente per gli spot realizzati in grafica, in animazione o con l’utilizzo di footage di repertorio, oppure nei casi in cui l’AI sia stata utilizzata unicamente in fase di post-produzione di spot girati con attori reali. In tali casi è richiesta l’apposizione di una specifica dicitura informativa: ‘Realizzato con contributo IA’. Questo segnale di attenzione verso la trasparenza e l’autenticità della comunicazione pubblica.

Barachini ha anche sottolineato l’importanza del lavoro dell’Agcom, che ha trasformato un principio in una procedura funzionante. Con il regolamento sull’equo compenso, l’Autorità ha definito criteri e modelli di calcolo, e ha già determinato concretamente gli importi dovuti in una pluralità di casi. La Corte di giustizia dell’Unione europea ha confermato che questo modello regga, dimostrando l’efficacia del sistema. Inoltre, il Governo sta seguendo con grande attenzione l’evoluzione dell’intelligenza artificiale, anche grazie al lavoro di una commissione istituita presso il proprio dipartimento. L’obiettivo è accompagnare l’innovazione, cercando al tempo stesso di rispondere alle nuove sfide che essa pone al sistema dell’informazione.

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