Boosta, il musicista e produttore italiano, ha espresso la sua continua ricerca di nuovi stimoli musicali, sottolineando come la curiosità lo spinga a cercare sempre il prossimo pezzo che lo lascia senza fiato. Il suo nuovo lavoro, Pianorama, è stato registrato in modo autentico, senza cercare il suono perfetto, ma rispettando la naturalezza del piano e dei suoi rumori. L’album, uscito in vinile e su piattaforme digitali, è stato prodotto per la sua etichetta personale Torino Recording Club e distribuito da Epic/Sony Music.
Un’esperienza musicale autentica
Boosta ha spiegato come l’idea di non cercare il suono perfetto abbia portato a una registrazione più spontanea e veritiera. «Ho registrato i miei pianoforti per come suonano davvero, in una sola sessione, con tutti i loro rumori dentro», ha detto. Nella seconda parte del disco, il piano si è trasformato in un elemento che si svela gradualmente, lasciando spazio all’elettronica. Questa scelta riflette una volontà di esplorare nuove direzioni, pur mantenendo una base radicata nella musica strumentale.
Il trentennale dei Subsonica e la sinusoide della musica
Il discorso di Boosta si è esteso anche al gruppo musicale Subsonica, con cui ha condiviso un periodo di riflessione e celebrazione del trentennale. «In questo momento abbiamo ritrovato una bella forma con grande naturalezza», ha affermato, riferendosi a un momento di rilancio dopo un periodo di difficoltà. L’esperienza con Stefano Sollima per la colonna sonora di Adagio ha permesso ai musicisti di tornare a suonare insieme, a provare e a trovare nuove energie. «La sinusoide è tornata a salire e ce la godiamo», ha concluso Boosta, riferendosi a una forma d’onda che ha segnato l’evoluzione del gruppo.
Il tour dei Subsonica, che include concerti a Firenze, Torino e Milano, ha visto un aumento dei costi, con il pieno di un bilico che è arrivato a costare tre volte tanto. «Non può esserci una risposta univoca perché non tutti i live sono uguali e non tutti gli artisti hanno un controllo diretto sul booking», ha spiegato Boosta, sottolineando come i prezzi dei biglietti siano cresciuti a causa di spese e tecnologie sempre più complesse.
Le figlie e la ribellione alla figura paterna
Boosta ha anche parlato delle sue figlie, che sono fan del musicista, ma non sempre si lasciano condizionare dalla figura paterna. «AI concerti di Torino sono venute entrambe due o tre volte, portando amiche e amici», ha raccontato. «Ma io resto comunque quello vecchio. Mi fa ridere quando mia figlia maggiore, che adesso fa l’università a Roma, mi dice che i genitori di un suo collega di studi, sono nostri fan… I genitori, capisci?». Le figlie, pur essendo fan del musicista, portano con sé una certa ribellione alla figura paterna, ma nonostante questo, Boosta ha trovato un modo per condividere la sua passione con loro, anche attraverso il merch dei tour, come le giacche a vento con la scritta Subsonica.



