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venerdì 9 Ottobre 2026

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Trump e l’influenza sull’Europa: pressioni, minacce e governi in bilico

Trump e l’influenza sull’Europa: pressioni, minacce e governi in bilico

Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, ha messo in atto una serie di pressioni e minacce nei confronti di governi europei, con un ruolo centrale giocato dall’ambasciatrice Kimberly Guilfoyle. L’attenzione si è concentrata su Polonia, Romania e Grecia, dove si parlano di tentativi di influenzare la politica interna e di condizionare le scelte dei leader. I fatti sono stati resi noti attraverso fonti giornalistiche e dichiarazioni di politici locali, ma non ci sono conferme ufficiali da parte del governo americano.

Pressioni e minacce in Polonia

A marzo 2026, Trump ha incontrato il ministro della Difesa polacco Wladyslaw Kosiniak-Kamysz, leader del Partito del Popolo Polacco, in un contesto che ha suscitato preoccupazioni. Secondo la ricostruzione della radio polacca TOK FM, Trump avrebbe chiesto a Kosiniak-Kamysz di far cadere il governo del primo ministro di centrodestra Donald Tusk. L’obiettivo, secondo le fonti, era di far uscire il partito di Kosiniak-Kamysz dalla coalizione di Tusk e di formare un governo con partiti di estrema destra, considerati più condiscendenti per l’amministrazione americana.

La situazione è rimasta delicata e non è chiaro se le pressioni abbiano avuto effetti concreti.

Kosiniak-Kamysz ha immediatamente riferito dell’incontro al primo ministro Tusk, e il governo polacco ha retto, almeno per ora. Il ministro degli Esteri Radoslaw Sikorski ha commentato l’episodio su Twitter, sottolineando che l’incontro aveva lo scopo di coinvolgere uno stato straniero nella politica interna del Paese. Tusk ha espresso la sua preoccupazione, dicendo che la conversazione era stata delicata e riguardava la situazione interna della Polonia.

Guilfoyle e la politica in Grecia

Kimberly Guilfoyle, ambasciatrice statunitense in Grecia e ex fidanzata del figlio di Trump, Don Jr., ha svolto un ruolo significativo nel contesto delle pressioni americane. Secondo il Wall Street Journal, Guilfoyle ha utilizzato la sua influenza per spingere i governi europei a fare affari energetici con imprenditori a lei vicini, con un focus particolare sul sud-est Europa. In Grecia, ha incontrato il ministro dell’Energia Stavros Papastavrou, durante il quale ha espresso la volontà di influenzare la politica greca.

Le minacce di Guilfoyle hanno suscitato reazioni forti, come un litigio con il ministro greco.

Guilfoyle ha detto a Papastavrou: «Possiamo farlo in tutti i paesi che vogliamo. Possiamo farlo anche qui», riferendosi alla Grecia. L’incontro è terminato con un litigio, e Papastavrou ha espresso forte disappunto per le pressioni esercitate. In Romania, invece, si parla di una caduta del governo provocata da un’alleanza tra il Partito Socialdemocratico e il Partito di estrema destra Alleanza per l’unità dei romeni, che hanno sfiduciato il primo ministro Ilie Bolojan. Sia i politici romeni che l’amministrazione Trump hanno smentito qualsiasi intervento di Guilfoyle, ma il Financial Times ha confermato i suoi incontri in Romania e in Grecia.

Un approccio aggressivo e inedito

Questi episodi mostrano uno stile diplomatico aggressivo e inedito da parte degli Stati Uniti, che si interrompe nelle questioni interne di molti Paesi e sostiene politici percepiti come più favorevoli. Rispetto ai predecessori, Trump è molto esplicito nell’utilizzare l’influenza degli Stati Uniti per sostenere i suoi alleati. Ci sono casi come l’Honduras, dove ha sostenuto un candidato di destra e minacciato di ritirare gli aiuti se non avesse vinto. In Polonia, invece, Trump sostiene attivamente il presidente di estrema destra Karol Nawrocki, che è un avversario del primo ministro Tusk.

Le pressioni non sono sempre riuscite, ma sembrano funzionare in modo significativo.

Il Wall Street Journal ha osservato che «Hanno paura di farsela nemica», riferendosi al rapporto tra Guilfoyle e il governo greco. Anche se non esiste un piano grande e organizzato, i casi segnalati mostrano un atteggiamento di intervento sottobanco che aggiunge un nuovo livello di gravità alla questione. Per il momento, si tratta di sospetti e casi slegati, ma la tendenza sembra essere quella di un’interferenza sempre più diretta e aggressiva da parte degli Stati Uniti nella politica europea.

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