Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

domenica 11 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Salute

Allattamento materno in Trentino: un bambino su due allattato oltre l’anno

In Trentino il 49% dei bambini riceve latte materno fino ai 12-15 mesi, un aumento dal 2019 al 2025.

Nei primi mesi di vita, il 62% dei neonati trentini riceve latte materno esclusivo, un dato superiore alla media nazionale. A 2-3 mesi, il 62% dei bambini viene allattato in modo esclusivo, contro il 48% della media italiana. A 4-5 mesi, il tasso si riduce al 58%, ma rimane comunque elevato. La percentuale di bambini allattati oltre l’anno, ovvero fino ai 12-15 mesi, sale al 49%, un incremento costante dal 39% del 2019 al 44% del 2022. Questi dati emergono durante la «Settimana mondiale per l’allattamento materno», alla quale l’Asuit ha aderito con iniziative di sensibilizzazione.

Un programma per la salute materno-infantile

L’allattamento rappresenta la via fisiologica attraverso cui il piccolo assume i nutrienti necessari per uno sviluppo sano e armonioso. I due enti raccomandano l’allattamento esclusivo al seno per i primi sei mesi di vita del neonato e la sua prosecuzione, affiancata da un’adeguata alimentazione complementare, fino ai due anni e oltre, se desiderato dalla madre e dal bambino. La promozione dell’allattamento è vista come un elemento chiave per la salute materno-infantile.

Un’infrastruttura certificata per sostenere l’allattamento

I risultati positivi ottenuti sul fronte dell’allattamento sono attribuibili anche al fatto che tutti i punti nascita e i servizi territoriali del percorso materno infantile sono certificati come «Ospedali e Comunità Amici delle bambine e dei bambini», secondo gli standard Oms-Unicef. Questo sistema di supporto ha permesso di migliorare notevolmente la pratica dell’allattamento, con un impatto positivo sulla salute materno-infantile. La probabilità di allattare in modo esclusivo è più elevata tra le donne laureate, con il 68% contro il 53% di chi ha la licenza media o il diploma. Tra le pluripare, il tasso sale al 66%, rispetto al 56% delle primipare. Inoltre, tra le donne che non lavorano o non hanno ancora ripreso l’attività lavorativa, la percentuale oscilla tra il 60% e il 61%, contro il 41% di chi è già rientrata al lavoro. Questi dati evidenziano una correlazione tra condizioni socioeconomiche e pratica dell’allattamento.

Per quanto riguarda gli stili di vita da monitorare, tra le madri che allattano emerge la necessità di rafforzare la prevenzione sui comportamenti a rischio: il 27% dichiara di consumare alcol almeno una o due volte nell’arco di 30 giorni e il 5,5% si dichiara fumatrice. L’allattamento, però, costituisce una protezione fondamentale contro diversi rischi per la salute, tra cui obesità infantile, diabete di tipo 1, asma, infezioni alle orecchie, infezioni gastrointestinali, gravi patologie delle vie respiratorie inferiori, leucemia infantile e sindrome della morte improvvisa del lattante.

  • 62% dei neonati trentini allattati esclusivamente al seno a 2-3 mesi
  • 49% dei bambini riceve latte materno fino ai 12-15 mesi
  • Percentuali di allattamento esclusivo più alte tra donne laureate e non rientrate al lavoro

La promozione dell’allattamento è vista come un elemento chiave per la salute materno-infantile, con un impatto significativo sullo sviluppo del bambino. Quando l’allattamento è protetto e sostenuto, le donne hanno più del doppio delle probabilità di allattare. Questi dati rappresentano un’importante testimonianza del progresso raggiunto nel Trentino, in un contesto nazionale in cui il tasso medio è ancora inferiore.

Leggi anche