L’azienda statunitense ISS, specializzata nella fornitura di indicazioni di voto agli investitori istituzionali, ha inviato una nota ai soci di Mediobanca, chiedendo loro di approvare la fusione con Monte dei Paschi di Siena. L’indicazione, resa nota in vista dell’assemblea del 29 ottobre, arriva in un contesto di tensioni tra le banche italiane, con Intesa Sanpaolo che ha espresso un’opinione contraria all’unione. L’ISS ha sottolineato che la fusione è “sostenuta da una valida logica strategica e, nel complesso, merita di essere appoggiata”, anche considerando il contesto dell’offerta di Intesa su Siena.
Un passo verso le sinergie promesse
La fusione tra Mediobanca e Mps rappresenta un passo in avanti per la realizzazione delle sinergie promesse da Luigi Lovaglio, amministratore delegato del Monte dei Paschi di Siena. L’ISS ha sottolineato che l’operazione potrebbe contribuire a una maggiore efficienza operativa e a una riduzione dei rischi legati all’integrazione dei sistemi informatici. Inoltre, la fusione è vista come un’opportunità per consolidare la posizione del Monte nel mercato, in linea con le strategie auspicate dai regolatori europei.
Un’ipotesi di voto disgiunto appare remota
Nel capitale del Monte, i fondi d’investimento pesano per circa il 45-50 per cento, percentuale che sarebbe comunque insufficiente a fare passare l’integrazione con Mediobanca a meno che non votassero a favore anche Delfin e Benetton. Tuttavia, gli impegni che questi fondi hanno assunto con Intesa, nel sostenere la sua offerta su Siena, non riguardano questo preciso punto all’ordine del giorno. Al momento, l’ipotesi di voto disgiunto da parte dei grandi soci appare remota e sarebbe oggettivamente contraddittoria.
Blackrock, uno dei maggiori azionisti della banca guidata da Carlo Messina, è tra i fondi che potrebbero influenzare il risultato. Tuttavia, per prassi internazionale, questi tendono ad allinearsi alle indicazioni dei proxy advisor come ISS. L’unica certezza è che l’ISS ha espresso un parere favorevole alla fusione, sottolineando che “la fusione proposta non sembra, di per sé, compromettere l’offerta di Intesa”. Nonostante l’indicazione di voto positiva, i margini di manovra di Lovaglio per opporsi all’avanzata di Intesa Sanpaolo sono ormai quasi nulli, considerando lo stop opposto dal Crédit Agricole al matrimonio di Banco Bpm con Siena. La situazione rimane in attesa di ulteriori sviluppi, con l’indicazione di voto da ISS anche per gli azionisti di Mps, che potrebbe confermare l’orientamento favorevole alla fusione.
La decisione di ISS rappresenta una piccola vittoria per Lovaglio.
La fusione potrebbe contribuire a una maggiore efficienza operativa.
La decisione di ISS si colloca in un contesto più ampio di tensioni nel settore bancario italiano, con diverse istituzioni che seguono con attenzione le mosse delle altre. La fusione tra Mediobanca e Mps non è solo un passo strategico per Lovaglio, ma anche un’ipotesi auspicata dai regolatori europei in casi simili. L’ISS ha ribadito che la fusione non sembra compromettere l’offerta di Intesa, ma ha anche sottolineato che l’operazione potrebbe essere realizzata in modo più efficiente se completata la sua offerta. Con l’indicazione di voto da ISS, gli azionisti di Mediobanca sono chiamati a prendere una decisione cruciale. La situazione rimane in attesa di ulteriori sviluppi, con l’indicazione di voto per gli azionisti di Mps che potrebbe confermare l’orientamento favorevole alla fusione. La decisione finale resterà a loro, ma l’ISS ha espresso un parere chiaro e definito.



