Massimo Passi, presidente della cooperativa sociale Il Poeta, è morto a 53 anni. La notizia ha colpito la comunità pistoiese e il mondo del terzo settore, che ha visto in lui un uomo di impegno e dedizione. Passi, insieme a Patrizia Ricci, aveva fondato la cooperativa vent’anni fa con l’obiettivo di dare lavoro e dignità a persone con fragilità psichiche. Centinaia di persone hanno trovato con lui un’occasione per ricominciare, grazie al suo lavoro di inclusione e di supporto.
Un impegno per chi soffre di disagio mentale
Passi aveva una visione unica del disagio mentale: per lui, chi soffre torna spesso nella dimensione di bambino. “Che va protetto, accudito, accolto, ascoltato. Aiutato a crescere come si fa con i bambini”, scriveva nel 2019. Questo approccio ha permesso a molti ragazzi di uscire dalla solitudine e dal disagio, intraprendere percorsi di inclusione e di avviamento al lavoro nel vasto mondo dei servizi socialmente utili. La sua mancanza creerà un grande vuoto in tutti noi, ma il suo lavoro non andrà perduto.
Un uomo di comunità e di umanità silenziosa
Passi era spesso visto all’area ex Ceppo, insieme a “i suoi ragazzi”, come li chiamava sempre, mentre si prendevano cura del verde. Non era solo manutenzione: era un modo concreto di essere comunità. Riccardo Trallori, un collaboratore, ricorda come lo incontrasse spesso mentre si dedicava al verde e ai suoi ragazzi. “Ci mancherà la sua umanità silenziosa e tenace”, ha scritto. La sua dedizione ha reso la cooperativa un punto di riferimento per chi aveva bisogno di supporto e di un lavoro.
La sua passione per il sociale si traduceva in un impegno quotidiano, con una dedizione costante. L’Amministrazione comunale, il sindaco Giovanni Capecchi e l’assessore Sandro Giannessi hanno espresso profondo cordoglio per la scomparsa di Passi. “I tuoi originali saluti quando ci incontravamo per le vie del centro insieme ai tuoi ragazzi erano una carezza del tuo cuore gentile”, ha ricordato il sindaco. Passi è stato una figura di riferimento per la città e per il mondo del terzo settore, con un impegno che ha lasciato un segno indelebile. La sua scomparsa è un grande vuoto, ma il suo lavoro continuerà attraverso chi lo ha conosciuto e ha seguito i suoi insegnamenti. “Per ringraziarlo di tutto quello che ha fatto per la città non dovremo far altro che porre le basi per proseguire i suoi intenti, restando accanto ai ‘suoi’ ragazzi, sostenendoli e accompagnandoli”, ha scritto l’assessore Giannessi. La sua mancanza sarà sentita, ma il suo impegno resterà un esempio di generosità e attenzione verso gli altri.



