La nuova cabinovia “Arboreti-Malghe del Cornaccione”, che collega la valle a quota 1350 metri con la stazione di monte a quota 1969 metri, ha suscitato dibattito e preoccupazioni per l’impatto ambientale e la tutela della fauna selvatica. Il progetto, promosso dal Comune di Ussita e autorizzato da Provincia di Macerata e Regione Marche, si svolge in un’area che comprende Monte Bove Sud, Monte Cornaccione e Monte Bicco, territori protetti e parte della Rete Natura 2000. La realizzazione dell’impianto, che prevede lo smantellamento di tre impianti preesistenti, ha suscitato critiche per la sua conformità alle normative ambientali e per i rischi per la biodiversità.
Un’attivista denunciata per aver testimoniato la situazione
Una nostra attivista, entrata nel mese di ottobre 2025 nell’area di cantiere senza incontrare perimetrazioni né divieti, ha deciso di testimoniare la situazione ambientale con fotografie pubblicate sui social e inviando una pec ai carabinieri per chiedere vigilanza. Per tutta risposta, ha ricevuto una denuncia penale e una condanna a un’ammenda di 206 euro per violazione dell’ordinanza comunale. L’ordinanza, emessa nel luglio 2025, aveva disposto il divieto di circolazione per veicoli, biciclette e pedoni nell’area interessata dai lavori, ma l’attivista ha ritenuto di non averla rispettata.
La realizzazione del progetto ha violato normative ambientali specifiche. Il divieto di realizzazione di nuovi impianti di risalita in aree Rete Natura 2000 è stato aggirato, considerando il progetto come una sostituzione e ammodernamento tecnologico di impianti sciistici sullo stesso sedime di una vecchia seggiovia. Il nuovo impianto avrà una portata di 1800 persone/ora, mentre i numeri forniti dall’Ente Parco parlano di presenze nel periodo estivo di un centinaio di persone al giorno.
Un turismo in crescita ma con poche presenze
Nonostante l’investimento di circa 11,5 milioni di euro del Pnrr destinati alla “razionalizzazione del demanio turistico esistente e alla riqualificazione e alla destagionalizzazione a fini turistici”, la ricettività turistica nella zona ha registrato rarefatte presenze. Quest’estate, nel periodo che dovrebbe vedere la massima affluenza turistica, su Monte Bove come a Frontignano, Ussita e Visso si sono viste ben poche persone. La presenza di un troncone di funivia e un rifugio aperto solo per alcuni fine settimana ha contribuito a un turismo limitato, ma non ha impedito al progetto di procedere.
La fauna protetta rischia di essere danneggiata dal progetto. La realizzazione della cabinovia ha sollevato preoccupazioni per l’impatto sull’habitat del camoscio appenninico, specie nella zona di Monte Bicco, dove si concentrano branchi di animali protetti. Secondo la VIncA, due femmine hanno partorito nella primavera 2024 a una distanza di meno di 500 metri dalla stazione di monte prevista dal progetto. Il branco che frequenta stabilmente la zona di Monte Bicco, Monte Bove Sud e Passo Cattivo appare particolarmente vulnerabile alla realizzazione del progetto, sia durante la fase di esecuzione che in quella di esercizio.
La presenza della cabinovia potrebbe aumentare la frequentazione turistica di massa, con conseguenti impatti significativi sull’ambiente. L’Ente Parco Nazionale dei Monti Sibillini ha sottolineato che le presenze estive non superano centinaia di persone al giorno, mentre l’impianto prevede una portata di 1800 persone/ora. L’aumento del numero di fruitori potrebbe portare a comportamenti scorretti, come l’accesso non autorizzato all’area protetta o l’uso di fuochi d’artificio in prossimità della colonia di camosci.



