Il Fondo Monetario Internazionale (Fmi) ha rivisto al rialzo le previsioni per la crescita del Pil italiano nel 2026, segnando un incremento del 0,3% rispetto alle stime precedenti. Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, durante l’intervento in Aula alla Camera sul Dpfp, ha annunciato che l’Italia potrebbe uscire dalla procedura di monitoraggio europea in primavera, dopo aver raggiunto un deficit del 2,9% nel 2026. L’ottimismo del Fmi si basa su una maggiore resilienza economica e su una riduzione del tasso di disoccupazione, che si assesta al 5,6% nel 2026, in calo rispetto al 6,1% del 2025.
Resilienza economica e rischi globali
Secondo il Fmi, la crescita globale si sta ridistribuendo tra i Paesi, con 32 nazioni che raccolgono il 95% della crescita mondiale, contro i 54 di aprile. L’organismo ha sottolineato che, nonostante un rallentamento previsto dal 3,5% al 3,1% nel 2026, la resilienza delle economie avanzate è stata un fattore positivo. Tuttavia, i rischi legati all’inflazione persistono, in particolare a causa del conflitto in Medio Oriente e della guerra tra Russia e Ucraina, che hanno spinto i prezzi del petrolio e del gas naturale a livelli elevati, mettendo a rischio l’Eurozona e altre economie importatrici.
Il Fmi ha anche osservato che la crescita dell’Eurozona si assesterà all’1,1% nel 2026, con un leggero miglioramento rispetto al 2025. Tuttavia, i costi energetici elevati e la debole fiducia dei consumatori continueranno a condizionare l’andamento economico. Il capo economista del Fmi, Tenreyro, ha dichiarato che la resilienza globale è sotto pressione, con rischi orientati al ribasso, ma la situazione non è uniforme tra i Paesi.
La strategia italiana e la sostenibilità del debito
Il ministro Giorgetti ha spiegato che lo scostamento dal target di deficit è un passo consapevole per dare sostegno alle famiglie e alle imprese in difficoltà a causa dell’aumento dei prezzi. L’obiettivo è garantire la sostenibilità della finanza pubblica e del debito, come fatto negli anni precedenti. “L’auspicio è che sia condiviso questo approccio di permettere all’Italia di presentarsi in modo credibile di fronte a istituzioni e mercati”, ha sottolineato il ministro. La strategia, pur non essendo indiscriminata, mira a creare spazi per la crescita e a preservare la credibilità finanziaria del Paese.
Il Fmi ha previsto che il Pil italiano crescerà del +8% alla fine del 2026, con un aumento dello 0,3% rispetto alle precedenti previsioni. Per il 2027 si prevede un +0,6%, in aumento dello 0,1. Nel quarto trimestre di quest’anno, il Pil è visto in crescita del +0,5% (dal +0,1% di luglio) e del +0,9% nel 2027 (+1% nell’aggiornamento di luglio). L’inflazione dovrebbe aumentare al +3,3% nel 2026 dal +1,6% del 2025 per rallentare al +2,8% il prossimo anno.
Il tasso di disoccupazione frenerà al 5,6% quest’anno dal 6,1% del 2025 per poi risalire di 0,2 punti percentuali al +5,8% nel 2027. Il ministro Giorgetti ha confermato la rotta del governo, sottolineando la necessità di prudenza e di mantenere i conti in ordine. “E’ complicato programmare in un periodo di turbolenza”, ha detto, ma l’Italia si sta muovendo con una strategia che mira a equilibrare la crescita e la sostenibilità economica. La prossima legge di bilancio dovrà affrontare le sfide del momento, mantenendo la credibilità finanziaria e supportando le famiglie e le imprese in difficoltà.



