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martedì 13 Ottobre 2026

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Economia

L’Italia contano quasi 5 milioni di famiglie in difficoltà per i costi della mobilità

In Italia quasi 5 milioni di famiglie faticano a sostenere i costi della mobilità, con un aumento del 18,4% rispetto al totale.

Quasi 5 milioni di famiglie in Italia faticano a sostenere i costi della mobilità, un dato emerso da uno studio commissionato da Transport & Environment (T&E), organizzazione europea per i trasporti sostenibili. Il fenomeno, definito “transport poverty”, colpisce soprattutto le famiglie in aree interne, isole e regioni del Centro-Sud, dove la scarsità di mezzi pubblici e la distanza da servizi essenziali rendono l’auto una necessità, non una scelta. La spesa per il carburante e la mancanza di alternative al trasporto privato pesano soprattutto sui bilanci delle famiglie più fragili.

La povertà dei trasporti moltiplica le disuguaglianze

Secondo lo studio, il 18,4% delle famiglie italiane, ovvero quasi 4,9 milioni, non riesce a sostenere i costi legati ai carburanti o agli abbonamenti ai mezzi pubblici. La “transport poverty” non si basa solo sul reddito, ma anche sulla mancanza di alternative all’auto privata. In un comune su dieci, l’alternativa all’auto non esiste, e le famiglie, anche quelle con redditi bassi, sono costrette a possedere un veicolo. Esther Marchetti, clean transport advocacy manager di T&E Italia, spiega che “la mobilità non è un terreno neutro: moltiplica disuguaglianze economiche e territoriali che già esistono”. Le famiglie non usano l’auto per scelta, ma perché non hanno alternative, e pagano il conto degli shock di costo dell’energia.

La dipendenza dall’auto privata è un problema diffuso, anche quando si fa fatica a sostenerla economicamente. In 766 comuni, il 9,7% del totale, si registra una scarsità di treni, trasporto pubblico e collegamenti alle principali arterie stradali. Questi comuni, spesso situati in aree interne o isole, soffrono di un’alternativa limitata al trasporto privato. La distanza da scuole, sanità e servizi essenziali rende l’auto una necessità, non una scelta.

Le soluzioni proposte per ridurre la povertà dei trasporti

T&E propone due strumenti per affrontare il problema: il Fondo Sociale per il Clima e la flessibilità di bilancio concessa dall’UE per l’energia tra il 2026 e il 2028. Tra le soluzioni, il rafforzamento dei finanziamenti al trasporto pubblico, il potenziamento degli autobus elettrici e l’introduzione di tariffe agevolate per le famiglie più fragili. Marchetti sottolinea che “due crisi in quattro anni dimostrano una fragilità strutturale del modello di mobilità fossile, che pesa sui bilanci delle famiglie, sul clima e sulla salute di tutti”. Le risorse pubbliche, a suo avviso, dovrebbero essere utilizzate per superare la dipendenza dal petrolio, non per tagli temporanei alle accise, costosi e poco mirati.

Le famiglie in difficoltà cercano alternative per ridurre i costi, ma la scarsità di mezzi pubblici limita le opzioni. L’uso di autobus o il leasing sociale rappresentano soluzioni possibili, ma la mancanza di infrastrutture e la distanza da servizi essenziali ne ostacolano l’adozione. L’alternativa, per molte famiglie, è l’acquisto di veicoli elettrici, ma il costo iniziale e la mancanza di infrastrutture di ricarica ne ostacolano l’adozione. La situazione richiede interventi mirati, come l’aumento della disponibilità di mezzi pubblici e la riduzione dei costi per le famiglie più fragili. T&E sottolinea l’importanza di un modello di mobilità sostenibile, che non penalizzi le famiglie in difficoltà e contribuisca a ridurre le disuguaglianze territoriali.

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