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giovedì 15 Ottobre 2026

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Cronaca

Banda minicar, minorenni ammettono azioni ma le definiscono scherzi

Due minorenni accusati di aggressioni in minicar ammettono di aver agito, ma definiscono i fatti come scherzi.

Due minorenni hanno ammesso di aver partecipato a una serie di aggressioni in strada a bordo di una minicar, ma hanno definito i fatti come scherzi. L’episodio, che ha coinvolto diverse persone, è stato ricostruito durante un interrogatorio da parte dei carabinieri e dei magistrati. I ragazzi, che si trovavano a bordo della minicar, hanno riconosciuto alcuni episodi e hanno spiegato la presenza di oggetti come un berretto e una scarpa, utili per le indagini. Tra le vittime c’è l’attore Davide Iacopini, rimasto ferito dopo essere stato affiancato dai ragazzi e aver subito un gesto che gli ha fatto perdere l’equilibrio.

Aggressioni in strada e dinamiche di spostamento

Le indagini si sono concentrate sulla ricostruzione degli spostamenti del veicolo e sull’identificazione delle persone coinvolte. I due minorenni hanno descritto le loro azioni come gesti improvvisi, spesso accompagnati da urla o contatti con chi procedeva in bicicletta o sul monopattino. In alcuni casi, hanno ammesso di aver provocato una caduta o spaventato chi si trovava sulla loro strada. Tra i fatti riconosciuti, c’è l’episodio del 4 ottobre, quando uno dei ragazzi ha perso un berretto a Ponte Testaccio, riconosciuto dagli investigatori e mostrato al ragazzo durante l’interrogatorio.

La confessione del minorenne e la scarpa persa

Il minorenne ha ricostruito la sera del 4 ottobre, quando i due giovani hanno iniziato a girare alle 21 e 30 circa, fino all’una. Ha descritto un episodio in cui ha urlato a un signore in bicicletta per spaventarlo, ma l’uomo non è caduto. Il berretto perso in quel momento è stato collegato al racconto del ragazzo, che lo ha riconosciuto durante l’interrogatorio. Il 5 ottobre, invece, i due hanno preso di mira un uomo in monopattino, identificato come Davide Iacopini. Il ragazzo ha spiegato che ha tolto la mano dal manubrio, causando la caduta dell’uomo, ma ha negato di averlo colpito con un calcio.

La scarpa persa durante l’episodio è stata collegata alla dinamica dell’aggressione. Le telecamere presenti lungo le strade hanno fornito elementi utili agli investigatori, mentre il berretto e la scarpa sono stati collegati ai singoli episodi. Saranno gli accertamenti investigativi a chiarire nel dettaglio la dinamica e le responsabilità dei due minorenni. Le indagini proseguono per comprendere l’estensione delle azioni e le conseguenze per le vittime coinvolte.

Secondo quanto emerso durante l’interrogatorio, i due minorenni hanno ammesso di aver partecipato a sei aggressioni, con azioni che hanno coinvolto diverse persone. In alcuni casi, sarebbero bastati un urlo, un gesto improvviso o il contatto con chi procedeva in bicicletta o sul monopattino per provocare una caduta o spaventare chi si trovava sulla loro strada. Il racconto del minorenne ha fornito ulteriori elementi per ricostruire i fatti, come il momento in cui ha perso il berretto e la scarpa durante l’episodio con Davide Iacopini. Le indagini si concentrano su una serie di episodi che si sono svolti in diverse zone della città. Gli investigatori stanno analizzando le immagini delle telecamere e i dettagli forniti dai ragazzi per comprendere meglio la dinamica degli eventi. Il caso è in fase di approfondimento e potrebbe portare a ulteriori sviluppi, in particolare riguardo alle responsabilità e alle conseguenze per le vittime coinvolte.

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