Le borse di lusso, una volta considerate semplici accessori di moda, stanno emergendo come un’alternativa significativa per ottenere liquidità, con il 61% degli italiani che valuterebbe l’ipotesi di utilizzarle come garanzia per un prestito. Questo dato emerge dal Rapporto Ipsos Doxa-Affide 2026, che analizza il rapporto degli italiani con gli oggetti di valore. Il fenomeno si inserisce in un cambiamento più ampio nel modo in cui i cittadini percepiscono e utilizzano il patrimonio personale, con un crescente interesse per beni di alto valore, come gioielli, oro e, soprattutto, borse di lusso.
Un patrimonio in crescita, ma poco sfruttato
Secondo l’indagine, il 35% degli italiani possiede personalmente o in famiglia una o più borse di pregio, una percentuale che sale al 45% tra gli under 40. Non vengono più considerate soltanto per il loro valore estetico o affettivo: il 64% riconosce loro un valore economico e patrimoniale. Il dato forse più significativo riguarda ciò che i proprietari sarebbero disposti a farne: il 61% di chi possiede una borsa di lusso valuterebbe la possibilità di utilizzarla come garanzia per ottenere liquidità, senza venderla definitivamente.
Il meccanismo del credito su pegno permette di ottenere liquidità senza dover vendere definitivamente un bene. Il sistema consente di utilizzare un oggetto come garanzia, mantenendone la proprietà e la possibilità di riscattarlo una volta rimborsato il finanziamento. È proprio questo elemento a essere indicato dal 38% degli intervistati come uno dei principali punti di forza dello strumento. Secondo i dati diffusi da Affide, storicamente circa il 95% dei clienti torna a riscattare i propri oggetti una volta superata la necessità finanziaria.
Un’evoluzione nella percezione del patrimonio
La crescita della consapevolezza sul valore dei beni non corrisponde sempre alla capacità di valutarli. Solo il 38% degli italiani dichiara di conoscere il reale valore dei propri preziosi, percentuale che sale al 46% tra i 18 e i 39 anni. E il 77% ammette di non avere le competenze necessarie per stimarli autonomamente. Il tema si intreccia con quello dell’accesso al credito: negli ultimi cinque anni il 41% degli italiani ha richiesto un prestito, soprattutto per acquistare auto o moto, indicati dal 30% del campione, per comprare o ristrutturare casa (27%), affrontare spese impreviste (25%) o acquistare beni importanti (19%).
Il rapporto fotografa anche una crescente attenzione verso il riutilizzo dei beni. L’83% degli intervistati considera importante valorizzare e rimettere in circolo gli oggetti non più utilizzati, mentre il 65% sarebbe disposto ad affidare un proprio bene a una casa d’asta per venderlo. Cresce anche l’interesse sul fronte degli acquisti: il 53% prenderebbe in considerazione l’acquisto di beni di valore attraverso aste online, quota che raggiunge il 57% tra gli under 39.
La Birkin come precedente: il valore delle borse di lusso non è una scoperta recente. Già nel 2016 il sito americano Baghunter aveva confrontato l’andamento della Hermès Birkin con quello dell’oro e dell’indice S&P 500 tra il 1980 e il 2015, sostenendo che la borsa avesse registrato un rendimento medio annuo superiore. Il confronto va però considerato con cautela, perché mette sullo stesso piano asset molto differenti per liquidità, costi di transazione e modalità di determinazione del prezzo. Dieci anni dopo, il Rapporto Ipsos Doxa-Affide racconta soprattutto un cambiamento nella percezione. “Sebbene gli italiani abbiano ormai chiara la valenza economica del proprio patrimonio in preziosi, faticano ancora a stimarne il reale valore in autonomia”, ha spiegato Andrea Rotunno, direttore generale di Affide. E sulle borse aggiunge: “La percezione stessa della ricchezza si è evoluta, abbracciando nuove categorie di beni”.



