Notizie verificate, aggiornate tutto il giorno

venerdì 16 Ottobre 2026

Quotidiano online indipendente Aggiornamento continuo
Salute

Casale Monferrato e la ferita dell’amianto: bonifiche in corso, ma il mesotelioma continua a colpire

Casale Monferrato affronta la tragedia dell’amianto con bonifiche e ricerca, ma il mesotelioma continua a colpire.

Un passato drammatico, un presente in bonifica

A quarant’anni dalla chiusura dello stabilimento Eternit, Casale Monferrato ha completato gran parte del risanamento ambientale, ma l’eredità della “fibra killer” resta drammatica. Ancora oggi si registrano decine di casi e vittime di mesotelioma ogni anno. Il bilancio sanitario è pesante e, purtroppo, viene aggiornato quasi quotidianamente: negli ultimi decenni migliaia di persone si sono ammalate di mesotelioma pleurico e il numero delle vittime continua a crescere anche a distanza di decenni. La comunità ha dimostrato di non voler assecondare un destino nefasto, ma la lotta contro l’amianto è ancora lunga e complessa.

La bonifica ha ridotto i rischi, ma non ha cancellato i danni. Secondo i dati forniti dal Comune di Casale Monferrato a inizio anno, al 31 dicembre 2025 sono stati rimossi oltre 1,89 milioni di metri quadrati di coperture e manufatti contenenti amianto, pari a circa 51.200 tonnellate di materiale conferito in discarica. Sono stati bonificati 3.411 edifici privati e circa 150mila metri quadrati di coperture pubbliche, incluse quelle di ospedale, scuole, caserme e stabilimento Eternit. Sul fronte del cosiddetto “polverino”, il materiale di scarto della lavorazione del cemento-amianto utilizzato in passato per cortili e sottotetti, risultavano risanati 217 dei 227 siti censiti: per i restanti è previsto che gli interventi di risanamento vengano completati entro la fine del 2026.

La giustizia: un tasto dolente per la comunità

Questo, forse, è il tasto più dolente per la comunità monferrina. Perché finora mai nessuno è stato formalmente e definitivamente riconosciuto dai tribunati italiani come colpevole della tragedia, sia sul fronte ambientale sia su quello dei decessi cagionati. Stephan Schmidheiny, l’unico tra i proprietari dell’Eternit ancora in vita, nel 2012, in primo grado è stato condannato a 16 anni di carcere per disastro ambientale. Nel giugno 2013, la Corte d’appello di Torino ha aumentato la pena a 18 anni. Ma il 19 novembre 2014 la Corte di cassazione ha annullato senza rinvio la condanna dichiarando prescritto il reato. La Cassazione ha spiegato che il processo riguardava il disastro ambientale e non i singoli decessi o le singole malattie: secondo la ricostruzione accolta dalla Suprema Corte, il termine di prescrizione decorreva dalla chiusura degli stabilimenti, avvenuta nel 1986. Al momento, Schmidheiny è a processo per il cosiddetto “Eternit bis”, accusato di singole morti asbesto-correlate.

La giustizia non ha ancora dato risposte definitive. Nel giugno 2023 la Corte d’assise di Novara lo ha condannato a 12 anni per omicidio colposo aggravato relativamente a 147 delle 392 morti esaminate, dichiarando prescritto il reato per 199 casi. Il 17 aprile 2025 la Corte di assise di appello di Torino ha ridotto a 9 anni e 6 mesi di carcere la condanna, ritenendolo responsabile di soli 91 decessi. Nel febbraio di quest’anno la Cassazione ha annullato la sentenza per la mancata traduzione in tedesco, lingua conosciuta dall’imputato. Depositata ad inizio aprile la traduzione, ora si è in attesa dell’udienza fissata per il 10 novembre prossimo davanti alla Corte di Cassazione, chiamata a pronunciarsi sul nuovo ricorso presentato dai difensori di Schmidheiny contro la condanna comminatagli dalla Corte di assise di appello di Torino.

La comunità di Casale Monferrato, con la sua memoria, la resilienza e la consapevolezza, continua a cercare risposte e giustizia. Mentre si attendono nuovi e positivi passi in avanti sui fronti di bonifica, ricerca e giustizia, il paese si prepara a un futuro in cui il lavoro e l’industria non saranno mai più separati dalla tutela ambientale e dal diritto alla salute e alla sicurezza.

Leggi anche