Reggio Calabria e Messina hanno lanciato un progetto di Protezione Civile integrata, che punta a superare i confini amministrativi nella gestione delle emergenze. L’iniziativa, resa possibile da un protocollo d’intesa tra le due città, prevede l’uso di radar, sensori e droni per monitorare in tempo reale lo Stretto di Messina e migliorare la prevenzione e la gestione dei rischi naturali. L’obiettivo è consentire alle due città di affrontare situazioni di rischio che coinvolgano entrambe le sponde, migliorando la comunicazione, lo scambio di informazioni e la tempestività degli interventi.
Un progetto per la sicurezza condivisa
Il progetto nasce dalla consapevolezza che l’Area dello Stretto presenta caratteristiche territoriali particolarmente delicate, essendo esposta a un’elevata fragilità idrogeologica, a una marcata attività sismica e a fenomeni meteorologici e marini potenzialmente pericolosi. Proprio per queste ragioni, l’articolo 6 del protocollo individua nella collaborazione tra i sistemi di Protezione Civile delle due città uno strumento fondamentale per rafforzare la capacità di risposta alle emergenze. La collaborazione non si limita all’introduzione di nuovi strumenti tecnologici, ma interessa anche l’organizzazione degli interventi e la pianificazione delle emergenze. Il protocollo prevede infatti la redazione di un Piano di Protezione Civile dell’Area Integrata dello Stretto, caratterizzato da procedure operative condivise e riconosciute anche dalla Protezione Civile nazionale. Tra gli strumenti programmati figura anche una Control Room meteorologica integrata, accompagnata da una piattaforma comune per la gestione delle emergenze.
Il protocollo contempla l’impiego di droni e sistemi APR per il rilevamento rapido dei danni e il supporto alle operazioni di soccorso.
Tecnologie avanzate per un monitoraggio in tempo reale
Il progetto prevede la promozione di un coordinamento funzionale tra le Protezioni Civili di Reggio Calabria e Messina, attraverso la creazione di una centrale di monitoraggio e coordinamento supportata da tecnologie avanzate. Tra gli interventi individuati figurano una rete di sensori e radar meteo-marini, strumenti che dovrebbero permettere di controllare in tempo reale il moto ondoso, le correnti, il vento e le mareggiate, con particolare attenzione alla sicurezza degli approdi marittimi. Un altro aspetto riguarda l’integrazione delle reti accelerometriche e pluviometriche, con l’obiettivo di migliorare i sistemi di allerta precoce in relazione ai dissesti idrogeologici e agli eventi sismici. Il protocollo contempla inoltre l’impiego di droni e sistemi APR, che potranno essere utilizzati per il rilevamento rapido dei danni, l’ispezione delle infrastrutture e il supporto alle operazioni di soccorso, soprattutto nelle situazioni di isolamento o di emergenza in mare.
Il sindaco di Reggio Calabria, Francesco Cannizzaro, ha ricordato il terremoto del 1908, un evento che ha segnato profondamente la storia delle due città.
Sulla stessa linea l’assessore Massimo Ripepi ha sottolineato l’importanza del percorso intrapreso: “è un pezzo di storia importante per i due territori. Abbiamo deciso di creare una protezione civile integrata, ci dobbiamo preparare sempre a proteggere la nostra popolazione. Il fermento è altissimo.”



