Sette sindaci di comuni della Castellana hanno inviato una lettera al presidente della Regione Alberto Stefani per chiedere un anno di proroga per il punto nascite di Castelfranco, in provincia di Treviso. La richiesta, presentata il 7 ottobre e formalizzata ieri in municipio dalla sindaca Maria Ghimenton, mira a evitare la chiusura del reparto, che ha visto un calo del 70% delle nascite dal 2016 al 2025. I sindaci sostengono che il calo non sia solo legato alla denatalità, ma anche a una mancanza di servizi e informazioni appropriate per le donne in gravidanza.
servizi sanitari in crisi
La lettera, firmata dai sindaci di Castelfranco, Altivole, Castello di Godego, Loria, Resana, Riese Pio X e Vedelago, sottolinea le criticità del punto nascite, tra cui l’assenza dell’epidurale, la discontinuità dei servizi materno-infantili e la chiusura della pediatria nell’estate 2024. I sindaci chiedono équipe stabili, servizi consolidati e una comunicazione capillare rivolta a gestanti e professionisti sanitari. Castelfranco attinge a un bacino di circa 95mila abitanti e le nascite potrebbero essere sufficienti a rivalutare il punto nascita.
A Castelfranco, il numero di parti è passato da circa mille nel 2016 a 299 nel 2025, con un calo del 70%. Nello stesso periodo, i nati residenti sono diminuiti del 23,3% nel Comune e del 30,6% nei sette Comuni della Castellana. In provincia di Treviso, il calo è stato del 24,4%. I sindaci sostengono che il bacino della Castellana, con poco meno di 100mila abitanti, potrebbe generare 550-600 nascite l’anno, rendendo realistico superare la soglia dei 500 parti annui.
voce collettiva e strategia
«Il punto nascite di Castelfranco ha dimostrato qualità e competenze, anche nell’assistenza al parto naturale dopo un precedente cesareo e nel sostegno all’allattamento», ha sottolineato l’assessore Claudio Beltramello, richiamando i risultati del Programma nazionale esiti. A Resana, il sindaco Stefano Bosa ha riferito che fino a qualche anno fa il 90% dei bambini nasceva a Castelfranco, mentre oggi la quota è scesa sotto il 40%, con molte donne che scelgono Camposampiero.
Per il sindaco di Loria Alberto Battistella, «più siamo e più possiamo far sentire la nostra voce». I sindaci chiedono una proroga fino al 31 dicembre 2027, con un piano di rilancio e la verifica dei risultati. L’obiettivo è ottenere un riesame prima che la chiusura comporti la dispersione delle competenze e delle professionalità presenti. Vogliamo fare quest’ultima battaglia a favore delle cittadine e dei cittadini del nostro territorio. La lettera è stata inviata al presidente della Regione Alberto Stefani, perché si attivi con gli organismi nazionali competenti, e per conoscenza al ministro della Salute Orazio Schillaci. I sindaci sottolineano che comunicazioni non aggiornate sulla patologia neonatale avrebbero diffuso l’idea di un reparto in fase di smantellamento, spingendo alcune famiglie a rivolgersi altrove.



