Il depuratore in contrada Spazzi a Montappone è al centro di una forte opposizione da parte del Consiglio comunale, che ha espresso contrarietà alla localizzazione dell’impianto e chiesto una rivalutazione. Martedì prossimo, l’interrogazione presentata dal consigliere regionale PD Fabrizio Cesetti approderà in consiglio regionale, con l’obiettivo di sospendere i lavori e individuare una collocazione alternativa idonea, sicura e rispettosa del territorio. L’interrogazione, supportata da un incontro tra il presidente dell’AATO 4 Marche Centro Sud e sindaco di Francavilla d’Ete, Nicolino Carolini, e la società Tennacola, ha ricevuto un’attenzione crescente negli ultimi mesi, in un contesto di crescente preoccupazione per i rischi legati alla realizzazione dell’opera.
Un progetto in un’area a rischio idrogeologico
Il depuratore è previsto in un’area che si trova al confine tra zone a rischio idrogeologico R2 e R4, con fragilità del versante documentate da una relazione del geologo Rossi e da prescrizioni del Genio Civile. Questi elementi hanno reso evidente la necessità di un’analisi approfondita, al fine di garantire la realizzazione dell’intervento in totale sicurezza. Inoltre, le risorse previste per la realizzazione dello scarico del costruendo depuratore sono state ritenute palesemente inadeguate, con conseguenze potenzialmente gravi per l’ambiente e la salute pubblica.
La tutela dell’assetto idrogeologico del territorio rappresenta un interesse pubblico primario, che rientra tra le competenze dirette della Regione.
Un altro aspetto che ha alimentato le preoccupazioni è la vicinanza del progetto a luoghi sensibili come scuole, impianti sportivi e abitazioni. Questo ha reso ancora più urgente la necessità di una revisione della localizzazione, al fine di evitare danni irreparabili al territorio e alla comunità locale. Il Consiglio comunale di Montappone, che ha votato all’unanimità una delibera di opposizione, ha sollecitato l’apertura di un confronto con l’AATO 4 Marche Centro Sud e con la Tennacola Spa, al fine di trovare una soluzione alternativa.
Un impegno condiviso per la sicurezza del territorio
«L’atto approvato dal Consiglio comunale di Montappone – ha sottolineato Cesetti – mette nero su bianco criticità gravissime che confermano punto per punto quanto denunciato. La tutela dell’assetto idrogeologico del territorio rappresenta un interesse pubblico primario, che rientra tra le competenze dirette della Regione. Di conseguenza, martedì pretenderemo risposte chiare: si fermino i lavori e si individui una collocazione alternativa idonea, sicura e rispettosa del territorio».
La Regione non può restare a guardare e deve adottare le iniziative di propria competenza per favorire questo percorso.
La battaglia per il depuratore a Montappone si intensifica, con l’obiettivo di garantire un intervento che non comprometta la sicurezza e la salute della comunità. La Regione, attraverso l’interrogazione di Cesetti, dovrà rispondere a una richiesta che ha già trovato sostegno da parte del Consiglio comunale e di esperti locali. La soluzione alternativa, se possibile, potrebbe rappresentare un passo importante per il rispetto del territorio e per la tutela dell’ambiente.



