La paura si è insinuata nel quartiere di San Jacopino, anche di giorno, come confermano i residenti che denunciano un senso di insicurezza crescente. Ieri, mentre al circolo Pescetti si svolgeva una tavola rotonda dedicata proprio alla sicurezza, nel quartiere si scatenava un’ennesima violenta lite, che ha lasciato perplessi e preoccupati i cittadini. L’episodio, avvenuto quasi come una beffa, ha messo in luce una situazione di tensione che sembra non voler conoscere sosta.
Un quartiere in allarme
La sequenza di episodi, che include risse, furti e spaccate, ha reso il quartiere un luogo in cui la sicurezza è diventata un tema centrale. I residenti, come racconta Simone Gianfaldoni del Comitato Cittadini Attivi San Jacopino, si sentono sempre più minacciati, anche durante la giornata. “Non si può vivere sempre in allarme”, dice Gianfaldoni, che ha visto l’ennesima rissa scatenarsi proprio mentre si parlava di prevenzione e sicurezza.
Un’ennesima rissa tra gruppi rivali
L’ultimo episodio ha visto due gruppi rivali, nordafricani e sudamericani, scontrarsi in viale Redi, armati di mazze da baseball e cinghie. L’incidente ha coinvolto diverse strade del quartiere e ha causato danni a diverse auto in sosta. La ciclabile di viale Redi, ormai diventata un punto di spaccio e di comportamenti antisociali, è diventata un luogo pericoloso per i cittadini. “Anche i figli vengono accompagnati con attenzione”, racconta un genitore. Le segnalazioni del comitato, raccolte nel tempo, hanno portato a interventi delle forze dell’ordine, ma i cittadini lamentano che non basta. “Siamo stanchi di aspettare che succeda qualcosa di grave”, dice Gianfaldoni. Il comitato ha già presentato richieste e segnalazioni al prefetto, al questore, alla sindaca e alla procura, ma chiede un intervento più incisivo e continuativo. “Non vogliamo più aspettare”, conclude Gianfaldoni.
Un quadro di tensione e preoccupazione
La zona è bersagliata da furti e spaccate, con vetrine e negozi presi di mira. I commercianti devono fare i conti con i danni e con la preoccupazione di ritrovarsi nuovamente nel mirino. “Non c’è più serenità”, dice un commerciante. La situazione, che ha visto tre risse in tre settimane, ha reso il quartiere un luogo in cui la paura è diventata quotidiana. “La gente è impaurita”, racconta un residente. “Anche di giorno, bisogna guardarsi intorno.”
Il comitato chiede una presenza più incisiva e una gestione preventiva della situazione. “Non basta intervenire dopo”, dice Gianfaldoni. “Serve un piano che permetta di tornare a vivere in sicurezza”. I cittadini, che aspettano risposte, non vogliono più aspettare che la situazione peggiori. “Siamo pronti a chiedere qualcosa di concreto”, conclude Gianfaldoni.



