Una donna jesina ha raccontato in tribunale di essere stata perseguitata per oltre un anno da un ex compagno, accusato di stalking aggravato per la presenza di minore. L’uomo, un 41enne originario di Ancona, è stato seguito in casa, in auto e persino davanti alla figlia, con minacce di morte e comportamenti estremi. La donna ha descritto un clima di terrore, con episodi come l’inchiodamento di un’auto in cui viaggiava con la bambina e l’uso di messaggi vocali minacciosi. L’uomo, difeso dall’avvocato Andrea Rosati, ha sempre respinto le accuse, ma la vittima ha confermato i fatti davanti alla giudice Paola Moscaroli.
Minacce di morte e comportamenti estremi
La donna ha raccontato di aver visto l’ex compagno ovunque, anche davanti casa sua, dove dormiva in auto. «Lo trovavo ovunque, anche davanti casa mia che dormiva in auto. Vivevo nel terrore, mi disse anche ti taglio la gola», ha detto in aula. Gli episodi più gravi sono avvenuti in auto, con l’imputato che ha inchiodato l’auto in cui viaggiava la vittima e la bambina, quasi facendo sbattere la testa della piccola sul cruscotto. L’uomo ha anche urlato dal balcone, in presenza del marito, del figlio e della figlia, minacciando di tagliarle la gola e lanciando la borsa di scuola della bambina.
La vittima ha confermato i fatti in aula, descrivendo un clima di terrore e minacce di morte.
Episodi di perseguitamento e violenza
Secondo l’accusa, l’uomo ha perseguito la donna dalla fine della convivenza, avvenuta a settembre 2024, e soprattutto nel corso del 2025 e fino a marzo 2026. Le minacce sono state trasmesse attraverso messaggi vocali, con frasi come «vengo lì a casa e faccio un macello», «ti buco le gomme della macchina» e «non dovresti neanche vivere». La donna ha dovuto cambiare le sue abitudini di vita, evitando di uscire da sola la sera per timore di incontrarlo. L’uomo è stato sottoposto a divieto di avvicinamento e ha la potestà genitoriale sospesa.
La querela, presentata ai carabinieri di Jesi a fine febbraio scorso, ha incluso due episodi particolarmente gravi: uno a novembre 2025, in cui l’imputato si è messo alla guida dietro la loro auto e ha avvicinato pericolosamente, e un altro a fine gennaio 2026, in cui ha inchiodato l’auto in cui viaggiava la vittima e la bambina. Gli audio trascritti dai carabinieri testimoniano minacce di morte e violenza fisica. La donna, con l’aiuto dell’avvocato Antonella Scortichini, è parte civile nel processo, che proseguirà a dicembre.
La giudice ha ascoltato la testimonianza della vittima, che ha confermato i fatti e il clima di terrore vissuto.
La causa, che riguarda un caso di stalking aggravato, è in fase di dibattimento e si preannuncia come un processo complesso, con implicazioni significative per la sicurezza della vittima e della sua famiglia. L’uomo, pur avendo sempre respinto le accuse, è stato sottoposto a misure cautelari. La donna ha raccontato di aver vissuto mesi e mesi di appostamenti, messaggi vocali minacciosi e pedinamenti che l’hanno costretta a modificare la sua vita quotidiana.



