Edoardo Rixi, viceministro leghista ai Trasporti, ha lanciato un avvertimento ai sindacati e alle imprese del settore autotrasportatori: “Fermare le merci significa bloccare un Paese”. L’allarme nasce in un contesto di tensioni crescenti per i rincari dei carburanti, che hanno messo in difficoltà il comparto, soprattutto nelle regioni del Sud. Rixi ha sottolineato come le proteste, se non gestite con attenzione, possano avere conseguenze gravi per l’intero sistema economico nazionale. Il governo ha già intervento per contenere gli effetti dei rincari, ma il settore autotrasportatori continua a fare i conti con una fase particolarmente difficile.
Costi strutturali e regole europee
Il viceministro ha richiamato l’attenzione sui costi strutturali che gravano sulle imprese, a partire dal sistema europeo Ets, relativo alle emissioni. Secondo Rixi, le regole comunitarie potrebbero penalizzare i porti e la logistica italiana rispetto ai concorrenti extraeuropei. L’obiettivo del governo è evitare che queste normative si traducano in un ulteriore carico per le aziende del settore. Inoltre, Rixi ha sottolineato come le difficoltà del settore siano aggravate dagli squilibri nei flussi logistici e richiedano interventi concreti. Il diritto di manifestare è sacrosanto, ma non può diventare il diritto di bloccare l’economia. Rixi ha riconosciuto il diritto dei lavoratori a manifestare, ma ha sottolineato che non può diventare un diritto di bloccare l’economia e scaricare i disagi su cittadini e imprese. L’autotrasportatore, in particolare, è un elemento chiave della filiera produttiva: fermare le merci significa colpire l’intero sistema.
Dialogo aperto e misure tempestive
Il ministro Salvini ha ribadito che il confronto deve restare aperto, nel rispetto della legge. Rixi ha quindi ribadito la necessità di mantenere aperto il dialogo con le rappresentanze del comparto, evitando che le difficoltà degli autotrasportatori si ripercuotano ulteriormente sulle attività produttive e sui cittadini. Il governo intende proseguire il confronto con le associazioni di categoria per individuare misure tempestive e chiedere all’Unione europea correttivi alle regole Ets.
Non promettiamo soluzioni miracolose: lavoriamo per ottenere risultati concreti. Rixi ha escluso che la soluzione possa consistere semplicemente nell’imporre un tetto per decreto, senza individuare le risorse necessarie a sostenerlo. “Un intervento di questo tipo richiede coperture certe e una valutazione seria degli effetti sul mercato”, ha sottolineato. L’obiettivo è sostenere direttamente le imprese più esposte, contrastare eventuali speculazioni e intervenire sulle componenti di costo che dipendono dalle decisioni pubbliche.
Il viceministro ha concluso sottolineando la necessità di trasformare gli impegni in interventi concreti. L’attenzione del governo è rivolta a garantire la libertà di circolazione e la legalità, evitando che le proteste si traducano in un blocco dell’economia. Il settore autotrasportatori, in particolare, rappresenta un pilastro fondamentale per la stabilità del Paese. Il governo intende proseguire il confronto con le associazioni di categoria per individuare misure tempestive e chiedere all’Unione europea correttivi alle regole Ets. Rixi ha ribadito che il dialogo deve rimanere aperto, nel rispetto della legge, e che le imprese devono essere sostenute in modo concreto. L’obiettivo è evitare che le regole comunitarie penalizzino i porti e la logistica italiana rispetto ai concorrenti extraeuropei.



