Il cardinale George Jacob Koovakad, prefetto del Dicastero per il Dialogo Interreligioso, ha sottolineato a Londra l’importanza dell’unità tra le religioni come faro di speranza per il mondo. L’incontro, tenutosi nella Cattedrale di Westminster, è stato organizzato in vista del 40.mo anniversario dell’Incontro di preghiera per la pace ad Assisi, avvenuto il 27 ottobre 1986, e dell’800.mo anniversario della morte di San Francesco d’Assisi. Koovakad ha espresso l’auspicio che l’unità tra credenti di diverse fedi cresca e diventi un simbolo di pace e armonia globale.
Le religioni come strumenti di pace
Koovakad ha ricordato che ogni religione è legata ai valori della pace, dell’amore e della giustizia, che costituiscono il nucleo essenziale di ogni fede. “Le religioni devono diventare strumenti di pace, di armonia e di bene comune”, ha sottolineato, auspicando che le comunità religiose diano maggiore visibilità alle iniziative volte a promuovere la pace, nello spirito di Assisi. L’obiettivo, ha aggiunto, è realizzare l’aspirazione al Bene insita in tutte le religioni. La pace è un dono di Dio e un compito umano non mai pienamente compiuto. Papa Benedetto XVI, nel 2011, ha ribadito che la pace è un dono di Dio e un compito umano non mai pienamente compiuto. Una società riconciliata con Dio è più vicina alla pace, che è il risultato di un processo di purificazione e di elevazione culturale, morale e spirituale.
Il cammino verso la pace globale
Il prefetto del Dicastero ha ripercorso il cammino della Chiesa verso un rapporto di amicizia sociale e collaborazione con le altre fedi, partendo dal Concilio Vaticano II. Ha ricordato il ruolo di San Paolo VI, che ha visto nel dialogo interreligioso una via essenziale verso la pace globale. Nel 1968, il papa ha esortato tutte le persone di buona volontà a celebrare ogni 1 gennaio la Giornata Mondiale della Pace, un’iniziativa che ha avuto un impatto significativo sul panorama internazionale.
Il “spirito di Assisi” come simbolo di collaborazione tra religioni. San Giovanni Paolo II, coniando l’espressione “spirito di Assisi”, ha sottolineato che le religioni hanno la funzione necessaria di contribuire a disporre i cuori umani affinché la vera pace possa essere promossa e preservata. Il papa ha affermato che la pace è un cantiere aperto a tutti, e non soltanto agli specialisti. L’Incontro di preghiera per la pace ad Assisi, avvenuto il 27 ottobre 1986, ha influenzato positivamente la collaborazione pacifica e l’amicizia tra le religioni.
Koovakad ha anche ricordato il contributo di Papa Francesco, che ha sottolineato l’importanza di non trasformare la fede in un’arma nei conflitti. Attraverso gesti personali e amicizie con persone di altre fedi, il papa ha manifestato un amore per relazioni pacifiche e una vicinanza autentica. L’auspicio finale del cardinale è che ogni comunità diventi una “casa di pace”, dove si impara a disinnescare l’ostilità attraverso il dialogo, si pratica la giustizia e si custodisce il perdono.
Con l’auspicio di un mondo più unito e più vicino alla pace, il cardinale Koovakad ha chiesto alle religioni di continuare a svolgere un ruolo essenziale nel promuovere la pace, anche in un’epoca in cui la tentazione di trasformare pensieri e parole in armi è crescente. L’unità tra le religioni, come simbolo di speranza, rimane un obiettivo fondamentale per l’umanità.



