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lunedì 19 Ottobre 2026

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Ambiente

Caldo 2026, l’Europa rischia di perdere 180 miliardi di Pil per il riscaldamento globale

L’Europa potrebbe perdere 180 miliardi di Pil a causa del caldo 2026, con l’Italia tra i Paesi più colpiti.

Impatto economico del caldo: 180 miliardi di Pil a rischio

L’Europa si prepara a un impatto economico senza precedenti a causa del caldo estremo del 2026, con un rischio di perdita di circa 180 miliardi di euro al Pil. Il documento “Strategia per la pace climatica”, promosso da ConsumerLab, ha analizzato i dati di oltre ottanta ricerche ufficiali e ha evidenziato come il costo economico degli eventi climatici estremi non solo sia elevato, ma in aumento. L’Italia, in particolare, risulta il Paese europeo con le perdite più elevate, pari a 147 miliardi di euro dal 1980, con un impatto medio stimato di circa 2.500 euro per cittadino residente. Il calo del Pil segnala un indebolimento dell’attività economica, con conseguenze dirette su produttività, imprese e benessere dei cittadini.

Il calo del Pil indica un indebolimento dell’attività economica.

Un aumento esponenziale dei danni climatici

Dal 1980, i danni legati al clima nell’Europa ammontano a 915 miliardi di euro, con un incremento esponenziale nel tempo. La media annua delle perdite economiche dovute a eventi meteorologici estremi è salita da 8,6 miliardi nel decennio 1980-1989 a 44,9 miliardi nel quinquennio 2020-2024, un aumento più che quintuplicato. Questi eventi, tra cui ondate di calore, alluvioni e tempeste, danneggiano infrastrutture, attività produttive e territorio, generando costi diretti e indiretti. Le ondate di calore, in particolare, hanno un impatto significativo sulla produttività e sui settori sensibili al clima. Le ondate di calore hanno un impatto significativo sulla produttività.

Le ondate di calore, come quelle dell’estate 2025, hanno prodotto una perdita di valore aggiunto lordo stimata in 43 miliardi di euro. Il valore aggiunto lordo rappresenta la differenza tra il valore della produzione e il costo dei beni e servizi impiegati per produrla. Un calo di questo indicatore segnala un indebolimento dell’attività economica. Il rapporto prevede una proiezione fino a 126 miliardi annui entro il 2029, sulla base dei pattern storici. Inoltre, il 2026 potrebbe segnare un picco particolarmente significativo, con un calo del Pil di 1 punto, equivalente a circa 180 miliardi di euro.

L’Italia, con 147 miliardi di euro di perdite dal 1980, risulta il Paese europeo più esposto al caldo. Questo dato, tradotto su base pro capite, equivale a un impatto medio stimato di circa 2.500 euro per cittadino residente. I numeri di questa portata aiutano a comprendere come il cambiamento climatico non riguardi solo l’ambiente, ma ha ricadute significative su crescita economica, attività delle imprese e tenore di vita. Il rapporto sottolinea che il costo economico degli eventi estremi non solo è elevato, ma in aumento, con conseguenze sempre più gravi per l’Europa. Il costo economico degli eventi estremi è in aumento.

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