L’assegno ordinario di invalidità (AOI) 2026 rappresenta un sostegno economico per chi ha visto ridurre la capacità lavorativa a meno di un terzo. L’importo, i requisiti e le regole di integrazione al minimo sono stati aggiornati nel 2026, con nuove opportunità per i contributivi puri e modifiche ai limiti di reddito. Chi può chiedere l’AOI? Quando si riceve l’assegno? E come si calcola l’importo? Ecco una panoramica completa e aggiornata.
Requisiti per l’assegno ordinario di invalidità 2026
Per accedere all’assegno ordinario di invalidità 2026, sono necessari due requisiti: uno sanitario e uno contributivo. Il primo richiede una riduzione permanente della capacità lavorativa a meno di un terzo, legata a una patologia fisica o mentale. Il secondo prevede almeno 5 anni di contributi, pari a 260 contributi settimanali, di cui 156 nel quinquennio precedente la domanda. I dipendenti pubblici non possono accedere all’AOI, a meno che non siano in possesso di contributi utili in gestioni private o nella Gestione Separata.
Calcolo dell’importo e integrazione al minimo
L’importo dell’assegno ordinario di invalidità 2026 si basa sul trattamento minimo INPS, che è stato rivisto con una rivalutazione provvisoria del 1,4% fissata dal decreto MEF del 19 novembre 2025. Dal 1° gennaio 2026, il minimo mensile è pari a 611,85 euro, per un totale annuo di 7.954,05 euro. L’integrazione al minimo, estesa anche ai contributivi puri, è una novità importante. Chi ha un reddito personale entro due volte il minimo (15.908,10 euro) e un reddito di coppia entro quattro volte il minimo (31.816,20 euro) può beneficiare dell’integrazione.
Un esempio semplificato mostra come un titolare contributivo puro con un AOI a calcolo di 450 euro lordi mensili e un reddito personale di 6.000 euro annui rientra nei limiti. L’assegno sale a 611,85 euro, con un aumento di 161,85 euro al mese, pari a 2.104,05 euro lordi annui. Il calcolo effettivo dipende però dal reddito effettivamente accertato dall’INPS.
Limiti di reddito e riduzioni dell’assegno
L’assegno ordinario di invalidità 2026 è compatibile con il lavoro, ma il reddito può ridurre l’importo. I limiti di reddito per il cumulo, calcolati sul minimo annuo 2026, funzionano a fasce: fino a 31.816,20 euro (quattro volte il minimo) non c’è riduzione; oltre 31.816,20 e fino a 39.770,25 euro, l’assegno è ridotto del 25%; oltre 39.770,25 euro (cinque volte il minimo), la riduzione è del 50%. Se dopo il primo taglio l’assegno resta superiore al minimo e l’anzianità contributiva è inferiore a 40 anni, può scattare una seconda trattenuta sulla quota eccedente il minimo. Per il lavoro dipendente, la trattenuta è del 50%, entro il limite del reddito percepito, e viene versata all’INPS dal datore di lavoro. Per il lavoro autonomo, la trattenuta è del 30%, comunque non oltre il 30% del reddito prodotto. Gli autonomi devono comunicare ogni anno all’INPS i redditi dell’anno precedente, pena recuperi e ricalcoli.
Domanda, iter e rinnovo dell’assegno
La domanda per l’assegno ordinario di invalidità si presenta online sul portale INPS, tramite il Contact center o con un patronato. Il passaggio preliminare è il certificato medico mod. SS3, trasmesso telematicamente da un medico certificatore. Se tutti i requisiti amministrativi e sanitari sono soddisfatti, l’assegno decorre dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda. La durata dell’AOI è triennale. La conferma si chiede nel semestre precedente la scadenza, senza interruzioni nei pagamenti, oppure entro 120 giorni dalla scadenza. Dopo tre riconoscimenti consecutivi, l’assegno è confermato automaticamente, senza nuova domanda, ma resta soggetto alle revisioni sanitarie che l’INPS può disporre. Nei periodi non lavorati in cui si percepisce l’assegno, possono essere riconosciuti contributi figurativi, utili soltanto al diritto alla pensione di vecchiaia e non al calcolo dell’importo.



