Dopo gli scontri che hanno scosso Milano il 17 ottobre, i rapper locali hanno espresso le loro opinioni attraverso post e stories su Instagram. Tra i nomi più presenti, Marracash, Kid Yugi, Sayf, Ghali e Artie 5ive hanno condiviso riflessioni su violenza, disuguaglianze e la condizione di una generazione in crisi. L’attenzione si è concentrata su temi come la repressione, la mancanza di futuro e la distanza tra i giovani e le istituzioni.
Violenza e disuguaglianze: il tema centrale
Il rapper Marracash, noto per la sua voce e la sua posizione politica, ha sottolineato come la violenza non riguardi solo le strade, ma anche le scelte quotidiane. “La violenza non è solo quando la polizia manganella gli studenti, quando ci sono i caschi senza numero di matricola, lo scudo penale”, ha detto. Lui condanna la violenza, ma allarga il campo a tutta una serie di problematiche sociali. “Esistono molte forme di violenza”, ha aggiunto, mettendo in luce come la disuguaglianza sia una forma di oppressione.
La protesta da tastiera non convince
Marracash ha anche espresso la sua opinione sulla protesta da tastiera, ritenendola “troppo facile, cheap, non costa niente”. Per lui, l’impegno si misura non solo con le parole, ma con le scelte e le azioni. “Con le buone non cambi le cose”, ha detto, sottolineando che l’impegno deve essere concreto e duraturo. Lui ha rivendicato di aver anticipato le situazioni attuali, ricordando che un anno fa aveva detto: “Il potere capisce solo il potere e che è ora che il popolo mostri il proprio”. Il rapper ha anche risposto alle critiche, sottolineando che le sue posizioni non sono nuove. “Io dico queste cose da sempre, dalle prime canzoni”, ha detto, aggiungendo che non cambierebbe artista. La sua voce, però, è sempre stata legata a una battaglia: le diseguaglianze sociali. “La ribellione è la mia vita”, ha concluso.
Una generazione senza futuro
Le dichiarazioni dei rapper non si limitano alla violenza e alle proteste, ma toccano anche la condizione di una generazione in crisi. “C’è una generazione senza futuro, che studia per niente, distrutta dagli psicofarmaci, messa ai margini davanti a una vetrina di status symbol che non avrà mai”, ha detto uno dei testi condivisi. Questa frase ha suscitato reazioni sia di sostegno che di critica, con l’eurodeputata Ilaria Salis che ha lasciato un commento di apprezzamento.
Il dibattito sui social media ha visto la partecipazione di artisti come Guè, Sayf e Artie 5ive, che hanno condiviso le opinioni di Marracash. La reazione dei rapper ha messo in luce come la musica e la cultura possano diventare un mezzo per esprimere le preoccupazioni di una società in movimento. La voce dei giovani, attraverso il rap, continua a essere un elemento chiave nella discussione pubblica.



