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martedì 20 Ottobre 2026

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Economia

Scarseggiamento della pasta: produttori bloccati per mancanza di semola fresca

Scarseggiamento della pasta in Italia a causa dei blocchi dei trasporti e della mancanza di semola fresca da Puglia e Sicilia.

Il settore della pasta, pilastro della dieta italiana, vive un momento di grave tensione a causa dei blocchi e delle proteste che hanno paralizzato i trasporti in Puglia e Sicilia. Produttori come Garofalo e La Molisana segnalano un calo drastico nella produzione, con alcuni stabilimenti costretti a fermare le linee di lavoro. La mancanza di semola fresca, necessaria per la produzione di pasta secca di alta qualità, ha reso impossibile il proseguimento delle attività, nonostante siano disponibili silos stracolmi di grano intatto a pochi chilometri di distanza.

La geografia della produzione e i problemi logistici

La Puglia e la Sicilia rappresentano il cuore della produzione di grano duro, con la Puglia che copre circa il 25% della produzione nazionale (alcune stime arrivano al 30%). La semola, prodotto della macinazione del grano, deve essere utilizzata entro 24 ore dalla produzione per mantenere la qualità della pasta. Tuttavia, i blocchi dei camion e dei trattori hanno reso impossibile il trasporto della semola fresca, costringendo i pastifici a interrompere la produzione. Anche i pastifici in Campania, come Garofalo, hanno dovuto fermare le attività, con la produzione ripresa solo al 40%.

La situazione è critica e richiede interventi urgenti per evitare un ulteriore aggravamento.

La geografia della produzione del grano duro è un fattore chiave per comprendere l’impatto dei blocchi. La semola, prodotta in Puglia e Sicilia, deve raggiungere i pastifici in Campania e in Molise, spesso a distanza di chilometri. La mancanza di trasporti ha reso impossibile il trasferimento della semola fresca, costringendo i produttori a interrompere la produzione. Anche i pastifici che hanno mulini propri, come De Cecco, non sono stati in grado di evitare la riduzione della produzione.

Le conseguenze per i produttori e i consumatori

La riduzione della produzione ha già avuto effetti sul mercato, con alcuni produttori che hanno ridotto drasticamente l’attività. La Molisana, ad esempio, ha ridotto la produzione a causa della mancanza di materie prime e di imballaggi, nonostante abbia alcuni mulini di proprietà. La Barilla, invece, ha mantenuto la produzione grazie alla sua rete di stabilimenti al Nord. Tuttavia, il rischio di un completo blocco della produzione è sempre più concreto, con il rischio di esaurimento degli spazi di stoccaggio e di interruzione totale delle attività.

La protesta degli autotrasportatori e degli agricoltori ha messo in crisi l’intero settore, con conseguenze dirette anche sui consumatori. La pasta, simbolo dell’identità italiana, rischia di diventare un prodotto sempre più raro e costoso, con un impatto significativo sul mercato alimentare nazionale. Il presidente di Italmopa, l’associazione che rappresenta l’industria molitoria nazionale, ha scritto al prefetto di Foggia e al ministro degli Interni per segnalare l’emergenza derivante dai blocchi spontanei dei mezzi pesanti. I produttori chiedono interventi immediati per trovare una soluzione al problema logistico, che ha messo in pericolo la catena di approvvigionamento. Allo stesso tempo, i pastifici esprimono vicinanza alle ragioni della protesta, ma sottolineano l’urgenza di trovare un equilibrio tra le esigenze dei trasportatori e quelle dei produttori. La situazione richiede una soluzione tempestiva, che possa almeno dare un sollievo temporaneo al settore, evitando un ulteriore aggravamento del problema. La mancanza di semola fresca non è solo un problema logistico, ma un problema di sicurezza alimentare che riguarda tutta la popolazione italiana.

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