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mercoledì 21 Ottobre 2026

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Lavoro e scuola

25 miliardi per studentati e scuole, ma gli studenti dicono “briciole”

Gli studenti criticano i fondi per studentati e scuole, considerati insufficienti e mal distribuiti.

Il governo ha destinato circa 25 miliardi di euro per la costruzione di nuovi studentati e la riqualificazione delle scuole, ma per gli studenti e i rappresentanti delle università, i fondi sono considerati insufficienti e mal distribuiti. Gli studenti dicono “briciole” e denunciano una mancanza di investimenti adeguati per garantire condizioni di vita e studio dignitose. I fondi provengono da diversi programmi, tra cui il Pnrr e i fondi nazionali, ma la distribuzione non ha soddisfatto le esigenze principali.

Studentati e posti letto: un problema di accesso e costi

Per i nuovi studentati universitari, il Pnrr ha previsto 1,2 miliardi di euro, a cui sono stati aggiunti fondi nazionali per un totale di poco più di un miliardo, con gli ultimi 200 milioni in arrivo nei prossimi giorni. Il target fissato, a 60mila posti, è stato superato, con la costruzione di 63.200 posti letto. Tuttavia, al momento, solo 33mila posti sono stati realizzati, mentre altri 30mila saranno disponibili il prossimo anno. La distribuzione del fabbisogno non è stata raggiunta in 47 province, in cui si arriva a meno di un terzo del fabbisogno di posti letto.

Il costo medio per una stanza singola varia tra 800 e 1200 euro, ma il Ministero dell’Università ha smentito questa cifra, indicando un costo di 500-550 euro per le doppie e 800 euro al massimo per le singole. Circa 20mila posti letto sono destinati al diritto allo studio, accessibili a costo zero. Tuttavia, il 3,8% dei posti letto sono pubblici, mentre il resto è gestito da privati, con prezzi calmierati solo per 12 anni.

Scuole e fondi: troppi interventi, pochi risultati

Sul fronte delle scuole, i 23 miliardi di euro destinati hanno finanziato interventi su diversi ambiti, tra cui nidi, mense e palestre. Tuttavia, le città metropolitane non riescono a sostenere i costi per la riqualificazione degli edifici scolastici. Gli studenti denunciano che i fondi sono stati diluiti in troppi capitoli e non hanno portato risultati concreti. “Solo briciole” è la reazione degli studenti, che lamentano un investimento insufficiente. “Abbiamo speso 220 milioni per la messa in sicurezza, per problemi statici, per togliere l’amianto, per riqualificare e restituire plessi abbandonati. Ora, per terminare gli interventi più importanti, ci servirebbero altri 80 milioni per almeno 70 scuole, di cui 60 a Roma”, racconta Daniele Parrucci, delegato del sindaco per la città metropolitana di Roma. Da quattro anni, i rappresentanti chiedono al governo e alla Regione un sostegno concreto, ma le promesse non si sono tradotte in azioni.

Un dibattito su fondi e priorità

Antonio Masini della Rete degli studenti afferma che “noi chiediamo per l’istruzione il 5% del Pil”. Secondo lui, oltre 170 miliardi in sei anni sono andati a bonus edilizi e Superbonus 100%, mentre alla scuola sono arrivati solo briciole. “I fondi non sono stati utilizzati in modo efficace e non hanno risolto i problemi principali”, conclude Masini.

Le critiche si concentrano su una distribuzione non equa e su un uso inefficiente dei fondi, che non hanno soddisfatto le esigenze reali degli studenti e delle scuole. Il dibattito continua, con gli studenti che chiedono un maggiore impegno e una maggiore trasparenza nella gestione dei fondi.

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