La nuova stagione teatrale di Jesolo si apre con un cartellone di 9 spettacoli di prosa e una rassegna dedicata a tematiche sociali e civili. Il 25 novembre, al Teatro Vivaldi, debutta “Non fui Gentile, fui Gentileschi”, spettacolo che racconta la vita di Artemisia Gentileschi, artista caravaggesca. La stagione, organizzata in collaborazione con l’amministrazione comunale e il circuito Arteven, si arricchisce di un ciclo dedicato a temi di forte attualità, con spettacoli fuori abbonamento e appuntamenti per famiglie. Ad anticipare la stagione, sabato 31 ottobre, è in programma lo spettacolo “La porta del cielo”, interpretato dai Dekru, quartetto di maestri della pantomima internazionale, con ingresso gratuito.
Un linguaggio universale e privo di parole
Lo spettacolo “La porta del cielo”, in programma il 31 ottobre, si distingue per un linguaggio universale e privo di parole, ricco di gag comiche, musica dal vivo e un surreale coinvolgimento del pubblico. Promosso dal Teatro Stabile del Veneto in collaborazione con Arteven, il lavoro affronta con levità e ironia il tema della morte, trasformandolo in un rito catartico ed esilarante che celebra la fragilità e la bellezza dell’umanità. L’evento, con ingresso gratuito, è un’anteprima della stagione teatrale che si svolgerà a Jesolo.
La vita di Artemisia Gentileschi e il viaggio di Moscarda
Il 25 novembre, al Teatro Vivaldi, si apre con “Non fui Gentile, fui Gentileschi”, spettacolo che racconta la vita di Artemisia Gentileschi, artista caravaggesca. Nell’ambito del suo studio di pittura, Artemisia ripercorre infanzia, violenza, processo e battaglie per affermarsi in un mondo dominato dagli uomini. Tra passioni, sconfitte e trionfi, il lavoro esplora la sua arte e il significato delle sue opere. Il 16 dicembre, invece, si svolgerà il Russian Classic Ballet/Balletto di Mosca, ne “Il Lago dei Cigni”, capolavoro del balletto classico che unisce la musica di Čajkovskij alla forza espressiva della danza.
Il 2 febbraio, invece, sarà la volta di “Uno, Nessuno, Centomila”, spettacolo che racconta la crisi di Vitangelo Moscarda, provocata da un dettaglio apparentemente insignificante: il naso che pende a destra. Da questa scoperta nasce la consapevolezza di non essere, per gli altri, ciò che crede di essere. Nel tentativo di liberarsi dalle maschere imposte dalla società, Moscarda intraprende un viaggio rivoluzionario verso l’autenticità e l’affrancamento.
La stagione si arricchisce anche di spettacoli fuori abbonamento, come il Concerto di Natale de I Musici di Parma, in programma il 26 dicembre, e la festa di fine anno con “La Vedova Allegra”, in scena il 31 dicembre. Tra i titoli più attesi, “Il bar sotto il mare”, in scena il 17 marzo, si ispira all’universo di Stefano Benni, con personaggi grotteschi e monologhi fulminanti. Il 23 gennaio, invece, Paolo Hendel e Lucia Vasini portano in scena “Terzo Tempo”, commedia ironica e tenera sull’arte di invecchiare con desideri ancora intatti.
La stagione si conclude con un omaggio a Ennio Morricone
Chiude la rassegna l’8 aprile alle ore 21 Enzo Decaro con “L’avaro immaginario”, un viaggio nel teatro di Molière e nel Seicento, tra guerre, epidemie, sogni e speranze. La Compagnia di famiglia dei Fratelli dè Bruno da Nola attraversa l’Italia diretta a Parigi, fuggendo dalla peste e trasformando, lungo il cammino, il proprio carretto in palcoscenico. Tra incontri sorprendenti, fame, espedienti e rappresentazioni de “L’Avaro” e “Il Malato Immaginario”, il viaggio intreccia teatro napoletano e francese, fino all’arrivo a Parigi e alla morte in scena di Molière.



