La Francia vive il quarto sabato consecutivo di mobilitazione, con sindacati e gilet gialli che scendono in piazza per rivendicare salari più alti, misure contro la precarietà e la difesa dei servizi pubblici. La protesta, che si svolge a due giorni dall’annuncio di una “conferenza sociale” del primo ministro Sébastien Lecornu, si svolge in un contesto di tensioni sociali crescenti e di una crisi economica che ha ridotto i margini di manovra del governo. Le manifestazioni, che si tengono in modo pacifico nel complesso, sono state segnate da violenze ai margini, in particolare il 17 ottobre, quando alcuni manifestanti hanno lanciato oggetti contro le forze dell’ordine.
Proteste per salari e servizi pubblici
Le rivendicazioni principali dei manifestanti includono un aumento del salario minimo e di tutti i salari, misure per contrastare la precarietà, la difesa dei servizi pubblici e l’aumento delle risorse per la scuola e l’università. I gilet gialli, che hanno organizzato un raduno distinto nel centro di Parigi, hanno chiesto di avvicinarsi all’Assemblea nazionale, nonostante il divieto imposto dalle autorità. I sindacati, invece, hanno chiamato a una manifestazione lungo l’itinerario dichiarato dall’intersindacale, tra Place de la République e Place de la Nation.
La mobilitazione non si fermerà senza risposte concrete
Secondo un comunicato dell’intersindacale, “l’unica cosa che fermerà la mobilitazione è la risposta alle rivendicazioni avanzate da diverse settimane dai lavoratori, dai dipendenti pubblici, dai giovani e dai pensionati”. I manifestanti e gli organizzatori denunciano l’assenza di risposte politiche, mentre il governo, senza maggioranza in Parlamento e confrontato con un debito e un deficit colossali, dispone di pochi margini per soddisfare le loro aspettative. La procura di Pau ha aperto un’inchiesta giudiziaria nei confronti di quattro minorenni sospettati di aver ferito quattro poliziotti con colpi di fuochi d’artificio giovedì.
Repressione e tensioni tra polizia e manifestanti
La repressione da parte delle forze dell’ordine è stata oggetto di critiche, con alcuni che rimproverano un ricorso eccessivo alla forza. Decine di inchieste interne sono state aperte a seguito di accuse di violenze contro i manifestanti. Gli avvocati di almeno 18 persone ferite durante le recenti manifestazioni hanno annunciato l’intenzione di avviare azioni legali contro il ministro dell’Interno, Laurent Nuñez. Le autorità, dal canto loro, mettono in evidenza le violenze contro le forze dell’ordine, con diversi poliziotti e gendarmi feriti da colpi di fuochi d’artificio o da lanci di pietre.
Il ministro ha sottolineato che le organizzazioni sindacali rappresentative che hanno chiamato a manifestare sono meno numerose rispetto a precedenti scioperi, e ha ritenuto che l’assenza di un “organizzatore strutturato” costituisse un “fattore di rischio”. La polizia ha indicato un itinerario specifico per le manifestazioni, ma i gilet gialli hanno annunciato di “disobbedire massicciamente” e di restare in piazza fino alle 19. La mobilitazione, che si svolge a meno di sei mesi dall’elezione presidenziale, rappresenta una pressione continua sul governo, che dovrà affrontare le richieste dei manifestanti in un contesto di crisi economica e sociale.



