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sabato 7 Novembre 2026

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Serbia, inizia la transizione di governo. Gli studenti chiedono pulizia interna prima di pensare all’UE e alla Russia

La Serbia inizia la transizione di governo dopo la vittoria degli studenti alle elezioni. Priorità interne e riforme.

La Serbia ha iniziato la transizione di governo dopo la vittoria della Lista studentesca alle elezioni del 25 ottobre 2026. I risultati ufficiali hanno assegnato 140 seggi al movimento studentesco, contro i 103 del Partito del Popolo Serbo di Aleksandar Vučić. La vittoria ha segnato un cambiamento radicale nel panorama politico serbo, con il movimento studentesco che ha espresso la sua intenzione di concentrarsi prima sulle riforme interne e poi su questioni internazionali come l’integrazione europea e i rapporti con la Russia.

La Lista studentesca: priorità interne e riforme

La Lista studentesca ha dichiarato che la sua priorità è la «pulizia in casa», ovvero la riforma delle istituzioni pubbliche e la lotta alla corruzione. «In un Paese in cui le istituzioni sono state progressivamente indebolite, la politica estera è una questione secondaria», ha spiegato Nevena Starčević, universitaria della Facoltà di Scienze Tecniche e membro della Lista studentesca. L’obiettivo del nuovo governo è «disintossicare il Paese», come ha sottolineato la deputata Ana Mirković, pedagogista e psicologa.

La transizione di governo dovrà avvenire entro 30 giorni, con il nuovo Parlamento che avrà 90 giorni per formare il governo. Il movimento studentesco ha espresso la sua intenzione di evitare un culto del leader, un elemento che ha caratterizzato la politica serba per anni. «In Serbia è stato alimentato per troppo tempo, anche per effetto dell’eredità comunista – dice Starčević –. Intere generazioni sono cresciute cercando una figura forte, capace di esercitare il controllo su tutti i partiti politici. Questo rappresenta un grave ostacolo alla costruzione della democrazia».

Rapporti con l’UE e la Russia: un confronto con i cittadini

La Lista studentesca ha scelto, almeno per ora, di lasciare in secondo piano la politica estera. «La politica estera è una questione secondaria. Prima dobbiamo fare pulizia in casa nostra», ha sottolineato Starčević. La Lista ha incontrato la commissaria europea all’Allargamento, Marta Kos, ma il colloquio si è concentrato sugli affari interni, anziché sui rapporti con l’UE. In un’intervista a index.hr, il capolista Srđanović ha aperto alla prospettiva europea: «Non vedo ostacoli al miglioramento della cooperazione e alla prosecuzione dell’integrazione nell’UE».

Per quanto riguarda i rapporti con la Russia, Srđanović ha spiegato che dovranno essere decisi attraverso un «confronto con i cittadini». «Le decisioni di politica internazionale devono rispecchiare la volontà della maggioranza, non l’opinione di un solo uomo o di una ristretta cerchia di persone. Questa non è democrazia», ha detto. La Lista studentesca ha anche espresso la sua intenzione di rafforzare i controlli sulle transazioni transfrontaliere e sui possibili deflussi di capitali dalla Serbia, in vista del trasferimento dei poteri. La transizione di governo in Serbia è iniziata, con il movimento studentesco che ha portato una generazione decisa a proporre un modello diverso di partecipazione e gestione del potere. La sfida, però, va ben oltre il ricambio politico. «Per ricostruire il Paese partiremo dalle fondamenta, proprio come per una casa», dice Starčević. Ed è proprio da lì che si misurerà la credibilità del nuovo progetto politico.

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