L’europarlamentare Giusi Princi, originaria di Reggio Calabria e membro di Forza Italia, ha espresso la sua condanna per la violenza verificatasi durante le recenti manifestazioni giovanili, ma ha anche sottolineato l’importanza di ascoltare le richieste dei giovani. In un intervento su StrettoWeb, Princi ha sottolineato che i giovani chiedono lavoro, opportunità, diritti e sicurezza, e la loro voce non può essere ignorata. La violenza non è mai accettabile, ma non può essere usata per nascondere il disagio sociale che li accompagna.
Un disagio sociale che richiede ascolto
Le proteste giovanili, accompagnate da episodi di violenza, hanno riaccenduto il dibattito sul rapporto tra le nuove generazioni, la politica e le istituzioni. Giusi Princi, forte della sua esperienza nel mondo dell’istruzione, ha sottolineato che una generazione che pone domande è una risorsa per la democrazia, non un problema da liquidare. “Dietro quelle piazze c’è una domanda che non possiamo eludere: quale futuro stiamo consegnando ai nostri figli?” ha chiesto l’europarlamentare, sottolineando l’importanza di ascoltare le richieste dei giovani e di coinvolgerli nelle decisioni che riguardano il loro presente e il loro futuro.
Princi ha anche richiamato l’importanza di riconoscere il lavoro delle forze dell’ordine, impegnate in un compito difficile, e di esprimere vicinanza ai cittadini danneggiati. Tuttavia, ha sottolineato che la condanna della violenza non deve portare all’ignorare le ragioni della protesta. “Condannarla non significa ignorare le ragioni della protesta. Al contrario, significa affrontarle con responsabilità”, ha affermato. L’obiettivo, per Princi, è creare un dialogo trasversale tra istituzioni e giovani, in modo che le nuove generazioni possano partecipare attivamente al dibattito sociale e politico.
La politica deve aprire un dialogo con i giovani
Princi ha inviato un appello rivolto all’intero mondo politico e istituzionale, affinché il confronto con le nuove generazioni non si esaurisca nella gestione delle proteste, ma diventi un percorso stabile di partecipazione. “I giovani non devono essere spettatori del proprio futuro, ma protagonisti delle decisioni che lo costruiscono”, ha affermato. L’europarlamentare ha sottolineato che non si può chiedere ai giovani di credere nel futuro se non siamo disposti a costruirlo insieme a loro. “Non dobbiamo temere una generazione che alza la voce, ma una che non ha più nulla da chiedere e in cui sperare”, ha concluso Princi.
La riflessione di Princi parte anche dal riconoscimento del lavoro delle forze dell’ordine, impegnate in un compito difficile, e dalla vicinanza ai cittadini danneggiati. Tuttavia, l’europarlamentare ha sottolineato che la condanna della violenza non deve portare all’ignorare le ragioni della protesta. L’obiettivo, per Princi, è creare un dialogo trasversale tra istituzioni e giovani, in modo che le nuove generazioni possano partecipare attivamente al dibattito sociale e politico. La politica, conclude Princi, deve aprire un dialogo con i giovani, non solo per gestire le proteste, ma per costruire un futuro condiviso. “Non possiamo chiedere ai giovani di credere nel futuro se non siamo disposti a costruirlo insieme a loro”, ripete l’europarlamentare, richiamando l’importanza di un impegno concreto e duraturo per le nuove generazioni.



