Un comitato civico chiede un parere sanitario prima della chiusura del riesame Aia
Il comitato civico per la tutela ambientale e della salute di Sarroch ha inviato una richiesta formale al ministero dell’Ambiente e della sicurezza energetica (Mase), alla Commissione istruttoria Aia-Ippc, al ministero della Salute e all’Istituto superiore di sanità (Iss) il 24 settembre 2026. La richiesta è volta a ottenere una valutazione sanitaria sulla tutela della popolazione prima che venga concluso il riesame dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) dello stabilimento Sarlux. L’obiettivo è garantire una protezione adeguata per la salute della comunità locale, in particolare in relazione alle emissioni di benzene e H₂S registrate durante l’evento del 15 giugno 2026.
La Regione chiede approfondimenti su emissioni di idrocarburi
La Regione Sardegna ha espresso la necessità di ulteriori approfondimenti, richiamando la revisione delle prescrizioni relative a specifici inquinanti, tra cui il benzene, e gli accertamenti seguiti all’evento del 15 giugno 2026. Inoltre, ha richiesto ulteriori analisi sulle emissioni di idrocarburi da parte dei serbatoi. Il comitato ha sottolineato che, nonostante la presenza di dati già disponibili nel fascicolo del procedimento (ID_VIP 87/18458), nel riesame Aia non è stato acquisito alcun parere autonomo dell’Iss, del ministero della Salute o dell’Asl territoriale competente. Non è normale che un gruppo di cittadini debba continuamente recuperare atti e ricostruire informazioni che riguardano la salute di un’intera comunità.
Il comitato ha anche posto una questione pratica: in caso di forte episodio odorigeno accompagnato da malessere fisico, non esiste un protocollo operativo formalizzato che indichi al cittadino a chi rivolgersi, quali enti debbano essere attivati e in che tempi, e quali verifiche ambientali o sanitarie debbano seguire. Il comitato chiede che venga valutata l’adozione di soglie operative di attenzione, distinte dai limiti normativi, capaci di attivare tempestivamente controlli e informazioni alla popolazione, e che la pianificazione delle emergenze sia realmente conoscibile dai cittadini. La salute della comunità non deve essere lasciata a margini di responsabilità non definiti.
Il comitato denuncia un problema istituzionale locale, poiché, nonostante i suoi componenti effettuino accessi agli atti, recuperino documenti e interpellino direttamente Mase, Ispra, Regione, Arpas, Asl, ministero della Salute e Iss, il comune di Sarroch non ha mai consolidato un canale stabile di confronto con il comitato. “Non chiediamo di sostituirci al Comune o agli organismi tecnici. Ma non è normale che un gruppo di cittadini debba continuamente recuperare atti, individuare criticità, chiedere approfondimenti sanitari e ricostruire informazioni che riguardano la salute di un’intera comunità”, si legge nella nota firmata dal presidente Giovanni Paolo Masu.
Il comitato ricorda che la legge sul procedimento amministrativo riconosce ai portatori di interessi diffusi costituiti in associazioni e comitati la facoltà di intervenire nei procedimenti dai quali possa derivare un pregiudizio agli interessi rappresentati, e che i soggetti intervenuti hanno diritto a presentare memorie e documenti che l’amministrazione è tenuta a valutare quando pertinenti. La posizione del comitato, conclude la nota, è chiara: nessun allarmismo, ma “dati completi, trasparenza, prevenzione, protocolli chiari e una valutazione sanitaria autorevole e indipendente prima che il riesame Aia venga concluso”.



