Il bollo auto italiano non tiene conto delle emissioni di CO2 e non incentiva l’uso di mezzi ecologici, come sottolineano Marzio Galeotti e Alessandro Lanza. Secondo i dati forniti, il costo medio delle tasse sull’auto in Italia è inferiore alla media europea, con un valore di 1.571 euro all’anno, rispetto ai 1.900 euro registrati in tutta l’Unione europea. La tabella 2 mostra che dietro l’Italia si collocano solo Grecia, Portogallo e Spagna, mentre in testa alla classifica si trovano Belgio, Austria e Irlanda.
Le tasse sui carburanti e le esternalità ambientali
Le tasse sui carburanti sono considerate un mezzo efficace per correggere le esternalità ambientali, poiché si applicano sull’utilizzo dell’auto e si prestano a incentivare comportamenti più sostenibili. Tuttavia, il bollo auto italiano non segue questa logica. In Francia, ad esempio, il bollo si paga solo alla prima immatricolazione e tiene conto di variabili come la regione di appartenenza, i cavalli fiscali e i livelli di emissioni di CO2. In Germania, invece, le emissioni di CO2, la classe ambientale e il tipo di carburante sono i parametri principali per calcolare il bollo auto.
Il sistema italiano non tiene conto delle emissioni di CO2 e non incentiva l’uso di mezzi ecologici.
La struttura del bollo auto italiano
Il bollo auto italiano si basa principalmente sulla potenza del motore, espressa in kW, e sulla classe di emissioni del veicolo. Come si vede dalla tabella 3, per calcolare l’importo del bollo bisogna moltiplicare i kW per l’importo indicato a seconda della classe ambientale del veicolo. Fino ai 100 kW si utilizza la seconda colonna della tabella, mentre per ogni kW superiore si riferisce alla terza colonna. Inoltre, esiste il superbollo, che prevede un pagamento aggiuntivo di 20 euro per ogni kW sopra la soglia dei 185, con una riduzione dell’importo in base all’età dell’auto.
Nonostante le auto elettriche siano premiate, il bollo italiano non considera i livelli di CO2 emessi, concentrando l’attenzione principalmente sulla potenza del motore. Questo approccio non è in grado di correggere le esternalità ambientali e non incentiva l’uso di mezzi ecologici.
Il sistema attuale non è in grado di rispondere alle sfide climatiche e di promuovere un uso sostenibile dei trasporti.
In altri paesi europei, come il Regno Unito, i calcoli per il pagamento del bollo auto dipendono dalle emissioni di CO2, dal tipo di alimentazione, dall’anzianità del veicolo e dal prezzo. In Spagna, invece, la tassa tiene conto dei cavalli fiscali e del comune di residenza, con una tassa per la prima immatricolazione che varia in base alle emissioni. In Germania, le emissioni di CO2 e la classe ambientale sono i parametri principali per calcolare il bollo auto, con regole sempre più stringenti che penalizzano i modelli più inquinanti. Il sistema italiano, invece, non segue questa logica. Il bollo auto non è progettato per correggere le esternalità e non incentiva l’uso di mezzi ecologici. Il sistema attuale non è quindi in grado di rispondere alle sfide climatiche e di promuovere un uso sostenibile dei trasporti.



