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mercoledì 7 Ottobre 2026

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Economia

Ray Dalio: la bolla dell’AI si avvicina, i rendimenti dei Treasury sono la miccia

Ray Dalio avverte: la bolla dell’AI si avvicina, i rendimenti dei Treasury potrebbero scatenare la crisi.

Ray Dalio, fondatore di Bridgewater Associates, ha aggiornato la sua visione sulla bolla dell’Intelligenza Artificiale (AI), indicando che il punto di rottura si avvicina. Secondo il finanziere, i rendimenti dei Treasury, che hanno raggiunto livelli massimi dal 2002, stanno diventando la miccia per lo scoppio della bolla. Dalio ha spostato il suo giudizio da una fase iniziale a una situazione in cui il rischio di un collasso aumenta. L’analisi si basa su come l’AI viene finanziata, con un crescente ricorso al debito, e su come i tassi di interesse influenzano i costi di finanziamento.

La crescita del debito legato all’AI

Secondo Morgan Stanley, nel 2026 le emissioni obbligazionarie legate all’AI potrebbero raggiungere quasi 570 miliardi di dollari. Al 31 maggio, ne erano già state collocate 236 miliardi, a un ritmo quattro volte superiore a quello del 2025. Questo aumento è dovuto al fatto che i grandi hyperscaler, come Amazon, Alphabet, Meta, Microsoft e Oracle, destinano ormai il 100% dei flussi di cassa operativi alla spesa in conto capitale, contro una media decennale del 40%. Questo modello di finanziamento, però, crea un circolo vizioso: l’abbondanza di emissioni spinge i rendimenti dei Treasury, che a loro volta rendono più costoso il debito necessario per proseguire gli investimenti.

La pressione sui flussi di cassa e le valutazioni sta aumentando. Il rendimento del Treasury decennale, oggi al 5,31%, e quello del trentennale al 5,66%, segnano un aumento di oltre mezzo punto in un mese. Questo livello di tasso, superiore al 5%, ha un impatto significativo sulle valutazioni delle aziende tecnologiche. I flussi di cassa attesi tra molti anni, su cui si basano i multipli dei titoli legati all’AI, valgono meno oggi. La pressione sui conti pubblici americani e l’inflazione persistente sono ulteriori fattori di tensione, che alimentano la crescita del debito legato all’AI.

La sfida di trasformare la ricchezza in denaro

Secondo Dalio, il rischio di un collasso aumenta quando la conversione della ricchezza in denaro diventa obbligata. «Per spenderli bisogna vendere asset e trasformarli in contanti, ed è di solito lì che la bolla comincia a scoppiare», ha detto. Le occasioni in cui questa conversione diventa necessaria possono arrivare dalle tasse patrimoniali o dalla necessità di monetizzare plusvalenze non ancora realizzate. Il meccanismo è lo stesso di ogni bolla: finché nessuno ha bisogno di vendere i prezzi reggono, ma quando molti detentori devono fare cassa nello stesso momento la domanda non basta più ad assorbire l’offerta. La bolla non è ancora scatenata, ma i segnali di allarme sono chiari. La combinazione di un aumento dei tassi, di un’espansione del debito e di una crescita esponenziale delle emissioni obbligazionarie legate all’AI crea un contesto di rischio crescente. Il finanziere, però, non ha escluso la possibilità di un’evoluzione positiva, ma ha sottolineato che il punto di rottura si avvicina.

La situazione si complica ulteriormente con l’effetto sulle valutazioni. Quando i tassi considerati privi di rischio superano il 5%, i flussi di cassa attesi tra molti anni, su cui si reggono i multipli dei titoli legati all’AI, valgono meno oggi. Questo fenomeno si intensifica con l’aumento dei rendimenti dei Treasury, che rendono più costoso il debito necessario per finanziare l’infrastruttura dell’AI. La crescita del debito, inoltre, alimenta un circolo vizioso: le aziende si indebitano per costruire l’infrastruttura, l’abbondanza di emissioni spinge i tassi, e i tassi più alti rendono più caro il debito necessario per proseguire gli investimenti.

Nonostante i segnali di allarme, il rischio di un collasso non è ancora certo. Tuttavia, i fattori in gioco indicano un aumento del rischio, con il punto di rottura che si avvicina sempre più. Ray Dalio ha ribadito che la bolla dell’AI non è ancora scatenata, ma i segnali di allarme sono chiari e si intensificano. La combinazione di un aumento dei tassi, di un’espansione del debito e di una crescita esponenziale delle emissioni obbligazionarie legate all’AI crea un contesto di rischio crescente.

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