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lunedì 12 Ottobre 2026

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NASA cerca stazioni spaziali private per sostituire la ISS

NASA cerca aziende per costruire stazioni spaziali commerciali che sostituiranno la ISS

La NASA ha lanciato un bando per la costruzione e gestione di stazioni spaziali commerciali che sostituiranno la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) quando verrà deorbitata, probabilmente nel 2030. L’agenzia statunitense ha pubblicato documenti che invitano aziende private a presentare proposte entro l’8 dicembre 2026, con l’obiettivo di selezionare almeno due progetti per la fase successiva. La scelta finale è prevista entro aprile 2027.

Costi e mezzi di trasporto

Secondo i documenti, il costo per un volo con quattro astronauti nel 2030 è fissato a 325 milioni di dollari. Le aziende dovranno non solo progettare e costruire le stazioni, ma anche fornire il mezzo di trasporto per portare gli equipaggi in orbita. La NASA ha chiarito che non intende abbandonare la sua presenza nell’orbita terrestre bassa, sottolineando l’importanza di un luogo dove condurre ricerche, sviluppare tecnologie e addestrare equipaggi per le missioni future.

Le aziende in gioco

Le aziende che potrebbero partecipare alla fase iniziale includono Axiom Space, Voyager Space e Vast Space, mentre Blue Origin ha già ricevuto finanziamenti in precedenza. La NASA spera che Boeing risolva i problemi con il programma Starliner, ma una seconda alternativa potrebbe essere lo Space Vehicle di Blue Origin, che non sarà pronto prima del 2031. La decisione finale riguarderà l’acquisto di almeno quattro missioni con equipaggio. La NASA ha anche sottolineato che le stazioni spaziali commerciali potrebbero offrire capacità simili a quelle della ISS, creando nuove opportunità per l’industria americana e permettendo all’agenzia di concentrare le risorse sulle missioni più ambiziose, come quelle verso la Luna e Marte. La presenza umana stabile in orbita terrestre bassa è considerata cruciale per il futuro delle esplorazioni spaziali.

La NASA ha già annunciato la necessità di una base sulla Luna e ha sottolineato l’importanza di una presenza costante in orbita. La fase successiva del progetto prevede finanziamenti per lo sviluppo e la certificazione delle stazioni spaziali, con un investimento di miliardi di dollari. La NASA non intende abbandonare la sua missione di ricerca e sviluppo, ma vuole delegare parte del lavoro alle aziende private per ridurre i costi e migliorare l’efficienza.

La decisione finale riguarderà l’acquisto di almeno quattro missioni con equipaggio, con l’obiettivo di garantire una continuità nella ricerca e nell’addestramento degli astronauti. La NASA ha anche chiarito che SpaceX non produrrà più le navicelle Crew Dragon e non porterà più gli astronauti nello spazio, quindi la soluzione del trasporto è un aspetto chiave per la realizzazione del progetto. Con questa iniziativa, la NASA cerca di garantire una presenza umana stabile in orbita terrestre bassa, anche dopo la deorbitazione della ISS. L’obiettivo è creare un ecosistema di stazioni spaziali commerciali che possano sostenere la ricerca scientifica, lo sviluppo tecnologico e le missioni future verso la Luna e Marte.

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