La società Sie, gestore unico del servizio idrico in provincia di Catania, ha visto confermato dal Consiglio nazionale del controllo della corruzione (Anac) il suo status di ente di diritto privato in controllo pubblico. La decisione, emersa dopo un’istruttoria durata diversi mesi, ha trovato opposizione da parte della società, che ha depositato un ricorso al Tar del Lazio per l’annullamento del pronunciamento. L’Anac ha sottolineato che la partecipazione pubblica, pari al 17%, non è sufficiente a qualificare la società come ente in controllo pubblico, ma ne conferma la sottoposizione a controlli. La decisione arriva in un contesto di tensioni tra sindaci e azienda, con accuse di inerzia e mancanza di trasparenza.
Controlli e partecipazione pubblica
L’Anac ha chiarito che Sie, pur essendo una società mista, non soddisfa i requisiti per essere considerata un ente in controllo pubblico. La partecipazione pubblica, sebbene diffusa e frammentata, non è sufficiente a garantire un coordinamento tra i soci pubblici. La società è controllata dal Consorzio Stabile Generali Infrastrutture (Csgi), che detiene il 68% delle quote, e da una quota minoritaria di enti pubblici. L’Autorità ha escluso eventuali conflitti di interesse o cumuli di incarichi, ritenendo che siano insussistenti. Tuttavia, la società contesta la decisione, ritenendo che l’Anac abbia richiamato una giurisprudenza ormai superata.
La partecipazione pubblica non è sufficiente a qualificare Sie come ente in controllo pubblico. L’Anac ha sottolineato che la percentuale di capitale posseduta da soggetti pubblici, pur superiore al 50%, non deve essere considerata una prova automatica di controllo, ma deve essere valutata in base a criteri più specifici. La società, invece, sostiene che la partecipazione diffusa e frammentata non possa essere ignorata.
La posizione dei sindaci
La decisione dell’Anac ha suscitato reazioni tra i sindaci della provincia di Catania, alcuni dei quali hanno espresso apprezzamento per il controllo pubblico su Sie. Secondo loro, la partecipazione pubblica diffusa e maggioritaria non deve essere considerata una prova automatica di coordinamento, ma deve essere verificata in concreto. I sindaci sostengono che l’operato di Sie debba essere sottoposto a controlli rigorosi, in quanto l’acqua è un bene essenziale e non una merce. Il sindaco di Piedimonte Etneo, Ignazio Puglisi, ha espresso la sua opinione in un’intervista al quotidiano di Sicilia, sottolineando l’importanza di evitare logiche privatistiche.
La gestione dell’acqua non può essere sottratta al controllo pubblico. I sindaci sostengono che l’acqua è un bene essenziale e non una merce, e quindi la sua gestione deve rimanere sotto il controllo pubblico. La decisione dell’Anac, se confermata, potrebbe influire sulle relazioni tra sindaci e azienda, con conseguenze per la gestione del servizio idrico in provincia di Catania. La situazione è ulteriormente complessa per il fatto che la gestione unica del servizio idrico è stata affidata a Sie dopo una querelle giudiziaria durata vent’anni. L’Assemblea territoriale idrica, che riunisce i sindaci, ha votato la risoluzione del contratto trentennale, accusando la società di eccessiva inerzia nel subentro alle gestioni precedenti. Nel frattempo, i giudici amministrativi di secondo grado, che nel 2022 hanno imposto all’Ati di rinnovare la convenzione con Sie, dovranno valutare se l’operato dell’Assemblea territoriale sia legittimo.



