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domenica 11 Ottobre 2026

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La sicurezza diventa priorità per gli italiani, anche tra i sinistrorsi

La percezione della sicurezza cresce tra gli elettori di sinistra, con un aumento del 25% nel sondaggio del Corriere della Sera.

La percezione della sicurezza nel Paese sta diventando un tema centrale nel dibattito politico, con un aumento significativo della percentuale di italiani che la considera una priorità. Secondo un sondaggio realizzato da Ipsos Doxa e analizzato da Nando Pagnoncelli, il tema della sicurezza si attesta al secondo posto tra le preoccupazioni dei cittadini, con il 35% delle citazioni, un valore più che triplicato rispetto al 2022. La crescita è stata particolarmente marcata tra gli elettori di sinistra, che hanno visto aumentare la loro preoccupazione per la criminalità e la violenza.

La sicurezza come condizione esistenziale

La percezione della sicurezza non è più un tema marginale, ma una condizione esistenziale per molti italiani. L’incertezza globale, i flussi migratori e i costi energetici hanno alimentato un senso di insicurezza che si traduce in una crescente preoccupazione per la criminalità e la violenza. Il 54% degli intervistati dichiara di sentirsi “molto” o “abbastanza” sicuro nella propria zona, ma il 46% esprime un giudizio opposto, evidenziando un trend di crescita della percezione del rischio anche a livello locale. La frattura sociale si fa più evidente nel Nord e nelle periferie urbane. Sul piano geografico, il fenomeno si concentra maggiormente nel Nord e nelle periferie dei grandi centri urbani, delineando una frattura sociale simile a quella riscontrata in altri contesti europei. Sono state realizzate mille persone su 3.982 contatti.

Le minacce più temute

Le minacce maggiormente avvertite dai cittadini sono quelle di prossimità. Tra le prime preoccupazioni si collocano la criminalità comune (38%), le baby gang (28%), il degrado urbano (27%) e l’immigrazione irregolare (27%). La violenza di genere, pur non essendo la prima preoccupazione, rappresenta un tema crescente, soprattutto tra gli elettori di centrosinistra. La percezione del rischio varia in base all’orientamento politico. Il 37% dell’elettorato si sente poco o per nulla sicuro nel proprio quartiere, con una differenza tra orientamenti politici: il 41% degli elettori di centrodestra dichiara di sentirsi in pericolo, mentre il 37% di quelli di sinistra.

La valutazione dell’operato del governo mostra una prevalenza di scetticismo: il 64% degli intervistati ritiene le misure adottate poco o per nulla efficaci. Tra i sostenitori della maggioranza, il 60% considera le azioni almeno in parte efficaci, ma solo il 5% le reputa “molto efficaci”. Nell’opposizione, l’85% delle persone giudica le misure insoddisfacenti. Questo scetticismo si riflette anche nel dibattito elettorale, con il 48% degli intervistati che ritiene che la sicurezza sarà un argomento centrale nel dibattito politico, una quota che sale al 65% tra gli elettori di maggioranza e al 52% tra quelli di opposizione.

Nonostante la crescente attenzione per la sicurezza, il 46% dei cittadini dichiara di non individuare una forza politica con proposte del tutto convincenti. Le preferenze si frammentano tra il 17% di Fratelli d’Italia e il 9% del Movimento 5 Stelle. Il tema della sicurezza, pur essendo centrale, non sembra ancora essere sufficiente a unire un’opinione pubblica divisa, ma potrebbe influenzare non poco il voto nelle prossime elezioni.

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