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domenica 18 Ottobre 2026

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Economia

Fisco lancia 1.400 lettere per Iva non dichiarata: 60 giorni per pagare o contestare

Fisco invia 1.400 lettere per Iva non dichiarata: 60 giorni per pagare o contestare.

Un nuovo strumento per il recupero dell’Iva non dichiarata

L’Agenzia delle Entrate ha avviato una nuova procedura per recuperare l’Iva non dichiarata, inviando 1.400 lettere a contribuenti che hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici senza presentare la dichiarazione annuale. L’iniziativa, prevista dalla legge di Bilancio 2026, mira a accelerare il recupero dell’imposta attraverso una procedura basata sui dati già presenti negli archivi fiscali. Questi dati, compresi fatture emesse e ricevute, liquidazioni periodiche e versamenti effettuati, permettono di ricostruire la posizione fiscale del contribuente e determinare le somme da recuperare in modo rapido e diretto. Il dettaglio delle somme sarà indicato nel prospetto allegato alla comunicazione, così da consentire al contribuente di verificare le singole voci. La procedura non prevede rateizzazione né compensazione con eventuali crediti fiscali.

60 giorni per pagare o contestare

I destinatari delle comunicazioni hanno 60 giorni per verificare gli importi calcolati dall’Agenzia e presentare eventuali contestazioni. Se ritiene che siano presenti errori o mancanze, il contribuente può chiedere chiarimenti all’ufficio indicato nella lettera, utilizzando il servizio online “Consegna documenti e istanze”, disponibile nell’area riservata del sito dell’Agenzia. In caso di assenza di contestazioni, sarà possibile regolarizzare la posizione versando quanto richiesto attraverso il modello F24 allegato alla comunicazione. L’importo comprenderà l’Iva dovuta, gli interessi e la sanzione per l’omessa presentazione della dichiarazione, ridotta di un terzo.

Il pagamento dovrà essere effettuato in un’unica soluzione. L’iniziativa punta a contrastare l’evasione fiscale e potrebbe generare maggiori entrate per lo Stato, con stime di circa 646 milioni di euro nell’anno in corso e nel prossimo. Entro il 2030, il recupero annuale potrebbe avvicinarsi al miliardo di euro. Le prime lettere riguardano contribuenti che nel 2022 hanno effettuato operazioni rilevanti ai fini Iva senza presentare la dichiarazione annuale tramite il modello Iva 2023. La procedura, sebbene accelerata, richiede una precisa attenzione da parte dei contribuenti, che dovranno garantire la regolarità della propria posizione fiscale entro i 60 giorni concessi. L’Agenzia delle Entrate ha già iniziato a inviare le prime 1.400 comunicazioni, con un focus su contribuenti che nel 2022 hanno effettuato operazioni rilevanti ai fini Iva senza presentare la dichiarazione annuale tramite il modello Iva 2023.

Cosa succede se non si paga entro la scadenza? Il mancato pagamento e l’assenza di contestazioni entro i 60 giorni possono comportare conseguenze rilevanti. Trascorso il termine senza che il contribuente abbia chiesto chiarimenti, presentato osservazioni o versato le somme dovute, l’Agenzia delle Entrate potrà procedere con la cosiddetta iscrizione diretta a ruolo. Si tratta del passaggio alla riscossione vera e propria, attraverso gli strumenti previsti per il recupero dei crediti fiscali. In base alla procedura descritta, possono entrare in gioco misure come fermi amministrativi, ipoteche e pignoramenti.

Per i destinatari delle comunicazioni, diventa fondamentale controllare attentamente gli importi, verificare eventuali errori e rispettare il termine indicato nella lettera per evitare l’avvio della riscossione. L’Agenzia delle Entrate si prepara a inviare le prime 1.400 comunicazioni ai contribuenti che hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici senza presentare la relativa dichiarazione annuale. Il meccanismo consente al Fisco di calcolare l’imposta dovuta utilizzando le informazioni già disponibili nei propri archivi: fatture emesse e ricevute, corrispettivi telematici, liquidazioni periodiche e versamenti effettuati. In questo modo, l’amministrazione finanziaria può ricostruire la posizione fiscale del contribuente e determinare le somme da recuperare attraverso una procedura accelerata.

La nuova modalità punta quindi ad accelerare il recupero dell’imposta quando la dichiarazione annuale manca, ma i dati presenti negli archivi fiscali consentono di ricostruire le operazioni effettuate. L’Agenzia delle Entrate si prepara a inviare le prime 1.400 comunicazioni ai contribuenti che hanno emesso fatture elettroniche o trasmesso corrispettivi telematici senza presentare la relativa dichiarazione annuale. Il meccanismo consente al Fisco di calcolare l’imposta dovuta utilizzando le informazioni già disponibili nei propri archivi: fatture emesse e ricevute, corrispettivi telematici, liquidazioni periodiche e versamenti effettuati. In questo modo, l’amministrazione finanziaria può ricostruire la posizione fiscale del contribu

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